La parola contraria di Erri De Luca. Apologia del dissenso

“Sul banco degli imputati mi piazzano da solo, ma solo lì potranno. Nell’aula e fuori, isolata è l’accusa.” Erri De Luca, La parola contraria.

01/09/2013

Lo scrittore Erri De Luca, raggiunto al telefono dall’HuffPost, commenta con scarne parole l’accusa che il procuratore Giancarlo Caselli lancia nei confronti degli intellettuali che a sinistra “sottovalutano pericolosamente l’allarme terrorismo” in Val di Susa. Caselli non fa i nomi dei “conniventi” ma nell’ elenco, è chiaro, figurano il filosofo Gianni Vattimo e De Luca, che hanno manifestato pubblicamente il supporto agli attivisti No Tav finiti in carcere per sabotaggio – continua a leggere l’intervista qui.

Il 10 settembre 2013 LTF ha depositato regolare denuncia presso la procura di Torino: “per avere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, pubblicamente istigato a commettere più delitti e contravvenzioni ai danni della società LTF sas del cantiere Tav LTF in località La Maddalena di Chiomonte (To), area di intresse strategico nazionale.”

laparolacontraria

Dopo due udienze preliminari nel 2014, il processo si è aperto il 28 gennaio 2015. Non sussistono fatti o azioni imputabili a Erri De Luca, solo parole. Erri De Luca decide quindi di scrivere e pubblicare: La parola contraria, un’apologia in cui rivendica e spiega la sua libertà di parola e opinione. Un discorso in difesa di sé stesso e non solo, dallo stile elegante e posato, dove le argomentazioni si susseguono in maniera ordinata. La parola contraria è diviso in tre sezioni: Cronaca, Influenze e Istigazioni.

Così introduco meglio che posso l’accusa usata contro di me: istigazione. Istigare un sentimento di giustizia, che già esiste ma non ha ancora trovato le parole per dirlo e dunque riconoscerlo. E che fa alzare d’improvviso e lasciare il libro perché è montato il sangue in faccia, pizzicano gli occhi e non si può continuare a leggere. Andare alla finestra, aprirla, guardare fuori e non vedere niente, perché tutto sta succedendo dentro. Respirare profondo per sentire insieme all’ossigeno la circolazione di una volontà sconosciuta. Iniziare a essere apprendista di giustizia nuova, che si forma dal basso e sbatte contro la tutt’altra giustizia seduta sullo scranno in tribunale. Istigare, com’è successo a me con Omaggio alla Catalagna di Orwell. Di fronte a questa istigazione alla quale aspiro, quella di cui sono incriminato è niente. (pp. 17-18)

Erri De Luca rivendica l’uso libero della parola istigazione e sabotaggio a livello intellettuale, linguistico e politico, ma non penale: “perché si dia istigazione alla violenza bisogna dimostrare la connessione diretta tra parole e azioni commesse” (p. 27). Anche se lo stimolo alla scrittura di certo proviene dall’essere stato chiamato letteralmente in causa, l’obiettivo di Erri De Luca non è giustificarsi o discolparsi in qualche modo, ma denunciare un tentativo di repressione sottovalutato.

Nell’aula del tribunale di Torino il 28 gennaio 2015 non sarà in discussione la libertà di parola. Quella ossequiosa è sempre libera e gradita. Sarà in discussione la libertà di parola contraria, incriminata per questo. (p.40)

Il suo passato militante, il suo impegno nel sociale e il suo attivismo, gli garantiscono una certa sicurezza nell’affrontare conseguenze di cui, come lui stesso ci tiene a precisare, non si dichiara vittima.

La parola contraria è stata messa su un piedistallo di valore: penale per i giudici, costituzionale per me. La libertà di affermarla è questione che va oltre il mio caso. Oggi sta sotto minaccia di silenziatore. Non credo che riusciranno a sottometterla fuori di quest’aula, so che non ci riusciranno con me. Vengo dal campo scuola del 1900, dove gli scrittori, i poeti, hanno pagato il più amaro prezzo per le loro parole. Ho imparato da innumerevoli esempi la linea di condotta da tenere di fronte ai silenziatori. pp. 44-45

jesuiserri

La parola contraria è un prezioso discorso, un monito e allo stesso tempo un ringraziamento ai lettori. Al di là dell’essere No Tav o Pro Tav o Indifferente al Tav, quello che insegna questo saggio è il valore della libertà di parola contraria, del dissenso, l’importanza di potere continuare a esercitarli. Da subito è partita la campagna #iostoconerri che ha raccolto e continua a raccogliere adesioni e dichiarazioni in favore di Erri De Luca anche a livello internazionale (tra i più recenti autori come Wim Wenders, Luis Sepulveda, Daniel Pennac). Il calore e il sostegno dimostrato da più parti ha reso certo l’autore di un fatto:

Sul banco degli imputati mi piazzano da solo, ma solo lì potranno. Nell’aula e fuori, isolata è l’accusa.