Due happygrammi in versi liberi

E poi niente. Ti accorgi all’improvviso del tempo passato. In un pomeriggio qualsiasi. Si tratta di qualcosa di molto comune, di una sensazione che capita a tutti. A volte questa consapevolezza ci dà ansia, a volte ci lascia indifferenti, a volte tiriamo un sospiro di sollievo, altre non saprei… di sicuro spesso si prova meraviglia: “come è possibile che sia già passato tutto questo tempo!?”. Eppure la carta si è ingiallita. Oggi ri-scrivo, prima che non siano più leggibili, dei versi che sono stati ribattezzati “happygrammi” (dal genere dell’epigramma ovviamente). Se ne stanno appesi al muro nella cucina di casa mia, qui a Torino, e sono stati ispirati dai miei coinquilini – umani e animali – in occasioni varie.

Happygramma in occasione di un’impepata di cozze

 

Per fortuna Aila ponza

in modo affatto veloce

per quanto sia perspicuamente

esiziale affrontare

l’eteroclita sua stura.

E a coloro che diranno:

– che sfoggio aorgico di pletora!

Io dirò:

– peritatevi a scrivere

per Aila una palinodia

di siffatta acribia!

4 giugno 2011 – Cristu

 

 

 

Happygramma in occasione di un addio

Rimembranze.

Merlino icastico e Amelie misologa

fan sinolo con Camilla gnomica.

Contro l’idiomatico peana di Robbino

Aila usa la panacea ridendo

e anche Uzzi, bene in mostra

i capricci della glittica,

rende lasco il bere.

testo a fronte

Arrivederci e Buon Natale

Ricordi.

Merlino soffia e Amelie sfarfalla

fan mulinello e Camilla abballa.

Del concerto del gran Roberto

ride gaia Madama Aila

mentre assieme Donna Uzzi

scintillante tutta strassi

trinca vin.

6 dicembre 2011 – Cristu

PER IL PRESIDIO PERMANENTE NO MUOS

In occasione di un arrivederci, Cristina Di Pietro.

 

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Splende il giorno nel bosco umiliato,

ti sussurra all’orecchio il destino,

oltre la rete si staglia il passato,

e incombe un presente infinito.

Troppe antenne che coltivano affanno,

tre parabole preannunciano morte,

su una terra che bruciata dal danno

attende della fenice la sorte.

Questa vista non ha nulla di umano,

il silenzio ti descrive l’orrore,

il dolore che nel petto alleviamo

sfasa il cuore e confonde l’umore.

Chi semina vento raccoglie tempesta

e una valanga chi più l’arresta?

È per la vita che ci raduniamo,

per proteggere quello che amiamo.

Se quello che eri non sarai più

le antenne, è sicuro, cadranno giù.

Nei sogni, già grande e presto, il futuro

lo immaginiamo né dubbio né oscuro:

cortecce, versi di animali creature,

intrecci odorosi, di muschi frescure.

Senza antenne, cemento, via i militari,

senza reti, vedette e cambi di guardia,

un paesaggio che è tra i più vari

dall’Etna al tramonto ecco s’allarga.

Qui ti trova l’amore, la speranza,

così corre la bella gioventù.

Nel sangue monta la forza del vento,

dagli occhi balenano i colori del mondo.

Blocchiamo il disastro che avanza

chi si oppone ci rinsalda di più,

non saremo né santi né eroi

ma solo degni di chi dopo noi.

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Mario Gori: un poeta di provincia

Invito alla lettura.

Riscontrato l’interesse riguardo alla figura di Mario Gori, poeta siciliano originario di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, ritengo utile divulgare e rendere disponibile a curiosi, critici letterari o semplici appassionati di poesia, qualche informazione su questo autore. Questo lavoro è nato molto tempo fa, in occasione di una relazione che ho redatto per un esame in critica letteraria presso l’Università di Palermo nel 2007. All’epoca ho utilizzato tutto ciò che ho potuto trovare negli archivi della biblioteca di Niscemi. Volumi fondamentali sono quelli di Renata Giambene e di Lucrezia Tinnirello. Le due poesie scelte, Ritratto e Sud sono invece il frutto del mio lavoro e anche del mio amore, diciamolo, per questo poeta. Per questo motivo mi scuso in anticipo per alcuni riferimenti bibliografici non del tutto completi e anche di eventuali manchevolezze o leggerezze dovute al mio essere ancora all’inizio del percorso universitario. Ho fatto dei miglioramenti generali rispetto al precedente post pubblicato sul mio blog da anni, ma solo di tipo formale. Licenza rigorosamente in Creative Commons – 11 novembre 2014.

Suggerimenti, osservazioni e correzioni sono benvenuti

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