poesia

Torno alla casa bella, fresca di vento e dalle forti radici,

compagna del sole e custode di luoghi dolci e amici.
 
Torno a una vaga stanza, dal destino sfuggente che sopporta molte vite ma sempre è compiacente.
 

Torno a una città, a una metropoli, a una certa età

e poi ritorno all'avventura, all'erranza, alla felicità.
 

Io non parto, non esilio, non abbandono.

Cammino e poi torno. E poi torno a camminare.
 
La rotta, anche se ignota, ha sempre un che di familiare: mi porta verso ciò che dico casa, dove posso riposare.