Stato

Trekking: escursionismo mon amour

Come iniziare un nuovo anno in Sicilia, sotto i migliori auspici e con le migliori stelle.

“Prendere e partire” è la cosa che mi è sempre riuscita meglio. Più impegno invece mi ha richiesto imparare a fare lo zaino o le valigie. Discernere tra necessario, importante e superfluo. Non dimenticare mai l’insostituibile.

Quest’anno ho avuto l’opportunità di fare qualcosa che mi ha appassionato molto da bambina e da adolescente, ma che ho poi tralasciato nel corso degli ultimi anni: l’escursionismo. Un regalo che mi sono fatta per i miei trent’anni e che completa tutti quelli che ho ricevuto nei giorni scorsi, sia affettivi che materiali. Il pomeriggio del 2 Gennaio siamo partiti dal piccolo rifugio in cima alla collina del Parco della Diga Comunelli di Butera, percorrendo il sentiero al tramonto e per un bel po’ anche sotto le stelle. Abbiamo dormito al rifugio, senza perdere l’occasione di accendere un bel fuoco di bivacco, odoroso di resina di pino. Il giorno dopo abbiamo scoperto l’area naturale e i suoi panorami incredibili girando attorno alla collina e concludendo l’uscita con l’osservazione dell’avifauna che popola questa importantissima zona della Sicilia.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Io vi posso dire che il Parco Comunelli ha tanti tesori da mostrare, compresa una necropoli, che ci sono sentieri facilmente percorribili e aree attrezzate ben tenute dove si può passare anche solo una bella domenica, che è possibile osservare tanti tipi di piante, riscoprire piccoli pezzi di macchia mediterranea e attraversare diversi tipi di bosco, testimonianza delle tecniche di rimboschimento che si sono succedute nel tempo. Vi posso dire che a volte dietro l’alto trifoglio e i muretti di palme nane e i rami di pini o cipressi che quasi toccano terra, ti sembra di aver trovato il tuo piccolo paradiso terrestre. Vi posso dire che dall’alto della torretta di osservazione della Forestale si vede tutta la Piana di Gela, da Licata a Vittoria, che l’orizzonte si posa sui Monti Erei e i Monti Iblei, passando per l’altopiano di Niscemi. Io vi posso dire che fare escursionismo è una buona abitudine, che stare attorno al fuoco e sotto le stelle dà pace, che alzare lo sguardo per cercare la tua costellazione preferita o la tua stella riaccende l’anima e ti ricollega al mondo, che è semplicemente questo: un luogo meraviglioso.

Per tutto il resto, per esempio per i nomi e i dettagli delle specie animali presenti, delle piante e delle orchidee, sulla storia e le sfide dell’ambiente naturale e artificiale dell’area, sui chilometri percorsi e sui sentieri, per vivere anche voi queste esperienze… chiedete a Manuel Zafarana e a Davide Pepi, alla splendida Associazione Lipu-Niscemi, seguite il gruppo Nasciam Trekking.

Parlare con i limoni

limóne s. m. [dall’arabo līmūm]: agrume molto noto, importante soprattutto per il frutto ovoide, dalla buccia giallo-pallida, più o meno sottile, liscia o rugosa, profumata, con polpa succosa e acidissima, ricca di vitamina C.

Mi piace farmi ispirare dai colori e dai rumori della campagna. Soprattutto quando torno in Sicilia è più forte di me. Qui, sulla punta Sud della Trinacria, la terra è di colore rosso e giallo, a dicembre il trifoglio è alto e fiorito, gli ulivi centenari e quelli  dal fusto tenero si preparano all’Inverno che ancora deve arrivare, le pianure e le valli ti mostrano e raccontano tutte le ere archeologiche. Dalla piana di Gela e dagli altopiani di Vittoria, la Val di Noto ti accompagna con un unico sguardo fino all’Etna innevato all’orizzonte.

limoni_siciliaE poi ci sono loro: i limoni. Li vado a cercare tra le foglie e i rami come si cerca l’amore: bello, solare, agrodolce e profumato di vero. E quando lo trovo, quel limone lì… lo colgo e lo stringo tra le mani e lo annuso e chiudo gli occhi e alla fine me lo metto in tasca per tenerlo a portata di olfatto quando mi va. Finché dura. E capisco la spontaneità di una Sina Marnis, la protagonista di Lumìe di Sicilia, che non si cura di chi gli ha portato le lumìe e tanto meno le importa del suo passato e soltanto si riempie di gioia e grida: “Lumìe di Sicilia! Lumìe di Sicilia!” – per leggere l’opera Lumìe di Sicilia di Pirandello clicca qui.

Così penso che sia per molti che conoscono l’odore di cui parlo, soprattutto per chi è vissuto in Sicilia ed è andato via, forse trovando limoni migliori ma mai uguali a questi che sempre sapranno di antico e di nuovo, di dolce e di amaro, di magico e reale. Infatti so che presto mi ricapiterà di sognare alberi di limoni nei cortili, proprio come I limoni di Eugenio Montale – qui il link de “I limoni” recitata da Franca Nuti.

[…] e ci riporta il tempo
nelle città rumorose dove l’azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s’affolta
il tedio dell’inverno sulle case,
la luce si fa avara – amara l’anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d’oro della solarità.

Per questo va a finire che almeno una volta al giorno passo sempre a parlare coi limoni del mio giardino, perché mi hanno detto e mi dicono tante cose e credo che tante cose ancora avranno da dirmi, però una volta che sarò andata via di nuovo chi lo sa quando ci rivedremo!

Digressione

Maxiprocesso No Muos #129grazie più 1000

Tutto sommato essere trattati come criminali mafiosi potrebbe avere un bel risvolto umoristico di pirandelliana memoria.

Chiariamo subito una cosa. Se sei uno o una di quelli che pensano che la guerra sia l’igiene del mondo puoi subito smettere di leggere. Così non perdi tempo. Anche perché, caso mai pensassi di cambiare idea, non è in questo post che troverai argomentazioni sopraffine e teorie della storia che cerchino di convincerti del contrario.

Chiariamo subito anche un’altra cosa. Io scrivo a difesa degli imputati. Anche se non sono un avvocato e forse non sarà molto utile ai fini processuali. Infine, cosa c’entra Pirandello? Celebre la metafora del saggio “L’umorismo”.

Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di quale orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. Avverto che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una vecchia rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa impressione comica. Il comico è appunto un avvertimento del contrario. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse nessun piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente s’inganna che parata così, nascondendo così le rughe e la canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico”.

Così mi pare questa cosa del maxiprocesso. La vecchia signora potrebbe essero lo Stato italiano, il marito gli USA. Quelli che prima ridono e poi provano pena siamo noi, di voi.

Niscemi, Sicilia. Nella notte dell’8 agosto 2013 alcuni nomuos si erano arrampicati sulle antenne occupandole pacificamente per protesta. Nel giorno del 9 agosto la manifestazione – autorizzata – si era snodata lungo la sughereta ed era arrivata in prossimità della rete della base regolarmente. A questo punto alcuni, armati di pericolosissima cesoia, tagliavano un pezzo di rete e  si introducevano dentro la base incontrando in effetti ben poca resistenza da parte delle forze dell’ordine. Ed erano stati seguiti da tantissimi, migliaia, di manifestanti che, nel fare questo, attentavano alla vita di non si sa bene quale poliziotto che passava di lì per caso senza ginocchiere. La giornata era stata memorabile, storica. Per la prima volta si occupava, pacificamente, il suolo militare statunitense in Italia. Senza dilungarmi su questioni di legittimità dell’azione e altre amenità politiche, sappiate solo che il fatto storico è avvenuto a conclusione di un anno molto particolare che vi invito a leggere qui su – OLTRELERETI.ORG.

Nel corso di questi ultimi anni sono successe tante altre cose, naturalmente. Nel frattempo, è arrivata la conclusione delle indagini per quei fatti e un altro risalente al 2014 in cui alcuni attivisti si impegnavano in un’altra incursione. Ad oggi sono 194 le persone a processo, ma il numero potrebbe ancora aumentare. Il maxiprocesso si farà. Non siamo di fronte a un “tentativo” di criminalizzazione dei movimenti sociali, ci siamo proprio dentro. Ancora una volta il precedente doloroso in Val Susa.

Insomma, vedrete un sacco di immagini “violente”. Vedrete la rete divelta e molti che la attraversano “violentemente” passeggiandoci sopra. Vedrete persino qualche fotografo o giornalista che per amore della notizia è finito tra gli indagati. Vedrete tanta gente armata di un bel niente. E quindi, capirete anche voi che i giudici e gli avvocati dovranno usare tutto il senso dell’umorismo che hanno.

Dico io… ma davvero dovete farci perdere tempo e denaro, davvero vi metterete a fare il processo a gente così? Venite  vedere con i vostri occhi lo scempio e a conoscere i veri criminali il 2 ottobre – ManifestazioneNoMUOS.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Saro Buscemi: un colto illetterato

 “Lui le chiamava babbizzate, cioè stupidaggini. Scriveva sempre. Su ogni cosa che succedeva in paese, lui ci faceva il ricamino. E questo nonostante avesse solo la quinta elementare. Ne era orgoglioso e per questo diceva: le scrive un povero contadino come me! Amava tanto la critica dei costumi. Era socievole, allegro, le cose che scriveva poi lui le regalava”. Antonella Di Pietro

Saro Buscemi è stato uno straordinario autore dialettale siciliano vissuto a Niscemi (CL) tra gli anni delle due guerre e il primo decennio del 2000. La sua produzione di versi, poesie, satire e cronache delle tradizioni popolari locali “alla carcarara”, in dialetto niscemese, è sconfinata e inedita. Il lavoro che qui viene presentato è nato come desiderio non solo di rendere omaggio alla sua figura e alla storia di Niscemi, ma anche per fornire uno strumento utilizzabile a livello didattico, per motivi di studio o approfondimento della lingua siciliana. Insieme a Nunzio Pardo e Alessandra Parisi, abbiamo scelto e curato l’edizione di questa raccolta di satire e poesie proposte con traduzione italiana a fronte, corredata da note esplicative e di edizione.

La mancanza di una storia della letteratura siciliana in dialetto, nonostante la quantità di poeti in dialetto presenti e passati, testimonia la carenza di attenzione vera alla cultura della Sicilia. Ci auguriamo che un nuovo interesse nella pubblicazione e analisi dei poeti dialettali esistiti e esistenti sia un primo passo per il costituirsi di una nuova tradizione che non consideri il filone della grande poesia dialettale siciliana esaurito con la fine della corte di Federico II.

scarica il pdf

Saro Buscemi: un colto illetterato

Per qualsiasi informazione di carattere bibliografico o curiosità e domande, se vi venisse voglia di saperne di più, sarò felice di rispondere alle vostre mail.

FAQ MUOS. Per saperne qualcosa, in breve

Frequently asked questions sul MUOS di Niscemi e dintorni.

 

Ma che cos’è questo MUOS?

Il MUOS (Mobile User Objective System) è un sistema di telecomunicazioni satellitare della US Navy, dotato di cinque satelliti geostazionari e quattro stazioni di terra, di cui una a Niscemi, in Sicilia. La stazione MUOS di Niscemi è stata realizzata presso la base militare NRTF-8 (Naval Radio trasmitter Facility) attiva dal 1991. Non è un progetto NATO, non è una base NATO. Gli altri MUOS si trovano in Virginia, nelle isole Hawaii e in Australia. Le stazioni di terra sono costituite da tre grandi parabole del diametro di 18,4 metri e due antenne UHF. Il MUOS viene utilizzato, in teoria, per coordinare tutti i sistemi militari statunitensi dislocati nel globo, in particolare i droni.

Ma dove si trovano Niscemi e la base?

Niscemi si trova nel sud della Sicilia, a una ventina di chilometri dalla costa, al confine tra diverse province: Caltanissetta, Catania e Ragusa. Le città vicine più importanti, con le quali Niscemi intrattiene forti relazioni economiche, sono: Gela, Caltagirone e Vittoria. Niscemi vanta la presenza di un’importantissima Riserva Naturale: la “Sughereta di Niscemi” uno dei pochi parchi naturali con alberi da sughero in Italia e dove vive la “Grande Quercia”, pianta monumentale plurisecolare. Indovinate quanto è vicina l’area della Riserva a quella della base militare? Sono contigue e i segni dell’impatto ambientale sono evidenti. Come se non bastasse, la base militare si trova a pochi chilometri dalla città, in linea d’aria, a ridosso di quartieri e zone residenziali molto abitati.

Ma perchè non lo volete?

I motivi per cui non lo vogliamo sono molteplici e hanno a che fare con diversi livelli di interessi e consapevolezze individuali o collettive. Ma non sono astrusi. In ordine non di importanza, ma semplicemente dal particolare al generale, proverò a spiegarne i concetti di fondo.

Siamo preoccupati per le conseguenze ambientali e rischi sulla salute che il sistema di trasmissione del MUOS provoca. Inquinamento nefasto che andrà a sommarsi a quello che gli organismi umani, animali e vegetali già subiscono da decenni a causa delle altre 46 antenne attive dagli anni Novanta. Per non parlare del fatto che siamo da tempo inseriti nell’elenco nazionale delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale.

Siamo scontenti della gestione politica e militare della nostra terra, diventata la portaerei del Mediterraneo, assoggettata alle politiche sia NATO sia USA, cui i governi siciliani non si oppongono e che non corrisponde ai desideri dei siciliani stessi, come dimostrano ciclicamente le grandi mobilitazioni regionali, sia nei confronti dei progetti militari, sia nei confronti delle politiche economiche, sia nei confronti dei poteri forti e mafiosi.

Siamo convinti che l’antimilitarismo e l’antifascismo siano valori imprescindibili della società e del mondo che vogliamo abitare. Non c’è futuro per l’umanità che non passi dal disarmo totale. Non c’è progresso senza consapevolezza civile e democrazia partecipata.

Ma chi è questo Turi Vaccaro? Ma è pazzo?

Turi Vaccaro non è pazzo, tutt’altro. Turi Vaccaro, di origine siciliana, emigrato a Torino, ha studiato filosofia e lavorato in Fiat. Il suo percorso personale l’ha portato ad aderire ai principi e ai valori della nonviolenza. Accortosi che nel suo lavoro si occupava di  assemblare componenti di utilizzo militare, ha preferito il licenziamento e ha scelto l’attivismo pacifista. In Italia è legato storicamente alle manifestazioni di Comiso degli anni Ottanta, al movimento No Tav e, naturalmente, al movimento No Muos. Le sue azioni di disobbedienza civile nonviolente non sono casuali, ma sono sempre frutto di una preparazione lucida e responsabile, dall’effettivo riscontro pratico. (Qui una sua breve biografia)

Ma siete di sinistra?

Siamo un movimento che si basa sull’adesione spontanea e individuale a determinati principi che possono essere letti nella Carta d’intenti del Coordinamento Regionale dei Comitati NO MUOS. Utilizziamo il metodo assembleare e della democrazia diretta cercando di prendere decisioni condivise quanto più possibile all’unanimità. Ciò non significa che il singolo non possa esprimere la propria individualità e non abbia spazio di azione al di fuori dell’assemblea. La solidarietà tra movimenti e individui che lottano basandosi sugli stessi principi e metodi non è in discussione. Se questo significa essere di sinistra… fate voi.

Ma c’è la mafia?

Si, c’è la mafia. Se volete saperne di più, potete cercare informazioni presso questi siti e queste associazioni: Radioaut Palermo e Associazione Antimafie Rita Atria. In particolare su Niscemi eccovi uno scritto di Sebastiano Gulisano La-Morte-e-la-Speranza_Sebastiano-Gulisano_1997, che ho scoperto da pochissimo. Io in quegli anni raccontati nel suo libro ero una tra i tanti bambini che frequentavano le elementari. Per quanto riguarda nello specifico il Muos, cliccate sul titolo per leggere un dossier a cura di Antonio Mazzeo: La-mafia-ed-il-muos.

Ma siete contro gli americani?

Non siamo contro gli americani, perché non siamo “contro” nessuno. Siamo contro la propaganda e l’indottrinamento di massa, contro l’ideologia imperialista, contro le servitù militari e lo sfruttamento di popoli, territori e risorse.

I No Muos sono black block?

Molti sono, o dicono di essere, No Muos. I No Muos sono, o possono essere, in molti.

Quanti posti di lavoro ha creato il Muos?

Nessuno per i niscemesi, qualcuno per i politici, buone prospettive per giornalisti freelance o di controinformazione, ottime per gli assoggettati al potere.

Il Muos ci serve contro l’ISIS?

No, perchè contro l’ISIS non ci servono altre armi, se non quelle dell’informazione e della coscienza.

Quante probabilità di successo ci sono?

Rispetto al Muos molte, anche perché il progetto è totalmente assurdo ed economicamente insostenibile (stiamo parlando di milioni e milioni di dollari che si continuano a spendere per un sistema sensibile, fragilissimo e dalla dubbia utilità). Il vero obiettivo però è da sempre la smilitarizzazione completa. Non si tratta di un traguardo raggiungibile nel giro di poco, ma non c’è dubbio che possa essere considerato alla portata della nostra generazione. Insomma, non è una certezza, ma nemmeno un’utopia.

 

Vuoi saperne ancora di più? Eccoti tanti bei link per informarti meglio e a fondo.

NoMuos.info, sito di riferimento del movimento No Muos, per un’informazione dal basso.

Oltre le reti: cronache da Contrada Ulmo. Se vuoi approfondire la storia di un particolare periodo del movimento No Muos: quello della nascita del Presidio Permanente, dell’avviarsi di una stagione di lotta che ha visto come protagonista la cittadinanza niscemese.

Il Blog di Antonio Mazzeo. Peace-researcher e giornalista impegnato nei temi della pace, della militarizzazione, dell’ambiente, dei diritti umani, della lotta alle criminalità mafiose. Ha lavorato anche nella cooperazione internazionale in Ex Yugoslavia, Albania, Colombia, Cuba, Centroamerica, Brasile ed Uruguay. Seguilo su Facebook – Antonio Mazzeo.

Meridionews, per la cronaca e per i giornalisti che ci scrivono (Andrea Turco, Fabio d’Alessandro)

Il vizio della memoria, blog del giornalista Sebastiano Gulisano

 

Il Muos c’è. I No Muos pure.

Piccolo aggiornamento sulla lotta al Muos di Niscemi per riprendere il filo di un discorso interrotto troppo tempo fa.

Diciamo che di cose ne sono successe dall’ultima volta che ho pubblicato qui delle novità riguardanti i No Muos, Niscemi e il Presidio. Un’infinità. Come faccio a riassumerle? Impossibile, nemmeno ci provo. Posso solo dire che la cosa che ho notato subito, rileggendo i post passati, non è certo che sia venuta meno la rabbia, il fervore, le parole, la santa pazienza e anche no. Quello che ho notato è che: per spiegarvi cos’è il MUOS prendevo delle foto di repertorio, scattate alle altre tre installazioni. E invece adesso ecco qua.

muos.niscemi.2

Come potete immaginare non siamo molto felici e non sono molto felici neanche altre persone. Verò è che quest’anno è stato particolarmente difficile a causa della repressione amministrativa e politica, della sfiducia, dei cambiamenti, perché si cresce ma…che vi devo dire?! Il fatto è che nessuno può negare che, durante tutte queste stagioni e nonostante le onde malefiche, si sono concentrate in contrada Ulmo un sacco di energie positive che di sicuro lo hanno reso e lo renderanno un luogo migliore. E poi ci siamo presi anche le nostre piccole soddisfazioni. Abbiamo procurato tanti bei fastidi ai poveri marines, ma soprattutto ai loro grandi capi, compresi Ministeri, Consolati e Presidenti. In quella base noi ci facciamo di tutto, ci entriamo, ci usciamo, saliamo e scendiamo dalle antenne. E attorno ci giochiamo, ci raduniamo, manifestiamo e godiamo di un’unione profonda, di un senso di solidarietà che nessuno riuscirà più a rimuovere. A volte ci basta uno sguardo per capirci, a volte una risata per distenderci, a volte dobbiamo discutere per organizzarci, ma vi assicuro che ci basta niente per ripartire.

continuate a seguirci! www.nomuos.info

Questo slideshow richiede JavaScript.

No muos – ArciReport 15 Gennaio 2013

NO MUOS, IL PRESIDIO PERMANENTE CONTINUA – Di Pietro Cristina

muos

È difficile raccontare quello che sta succedendo, l’aria che si respira, l’incredibile stagione di lotta di Niscemi, una cittadina siciliana in provincia di Caltanissetta che abita una zona importante per l’agricoltura ma non solo, situata accanto ai resti meravigliosi di un antico querceto, al bosco di Santo Pietro, una collina vista mare sulla piana di Gela conosciuta dagli amanti del parapendio.

Il Muos è un sistema di telecomunicazioni satellitare della marina militare statunitense, dotato di cinque satelliti geostazionari e quattro stazioni di terra, costituite da tre grandi parabole del diametro di 18,4 metri e due antenne UHF alte 149 metri. Sarà utilizzato per coordinare tutti i sistemi militari statunitensi dislocati nel globo, in particolare i droni, aerei senza pilota che saranno allocati anche a Sigonella. Una delle quattro stazioni al mondo la stanno costruendo in Sicilia, presso la base NRTF che si trova all’interno della riserva naturale ‘Sughereta di Niscemi’, dal 2000 sito di importanza comunitaria. All’interno di questa base sono già attive da vent’anni 41 antenne in banda HF e una a banda F alta circa 140 metri. Studi commissionati a ingegneri del Politecnico di Torino e recenti misurazioni Arpa hanno fatto emergere la pericolosità non solo derivata dalla messa in funzione del Muos, ma anche dell’attuale sistema di antenne in funzione, che supera già i limiti di legge imposti sulle emissioni. Che il Muos «non s’ha da fare» non lo dicono solo i cittadini niscemesi. Medici, giornalisti, ingegneri, ambientalisti e avvocati hanno rilevato una situazione disastrosa su ogni fronte e hanno prodotto la contro-documentazione necessaria per opporsi al progetto ed evitare danni alla salute umana e lo scempio della Riserva Naturale, un gioiello naturalistico europeo che appare oggi devastato: fuori la flora rigogliosa e resistente, dentro chilometri di reti militari e terra bruciata. Da anni la popolazione lotta contro questa nuova arma voluta ‘senza se e senza ma’ dagli Stati Uniti su un territorio che secondo la sua Costituzione «ripudia la guerra».

Da novembre è attivo il presidio permanente No Muos, accampato a Niscemi, in contrada Ulmo, su un terreno che dà sulla via principale di accesso alla base. Il popolo No Muos presidia notte e giorno attraverso turnazioni, svolge attività di monitoraggio, è riuscito a rallentare i lavori della base opponendosi ai mezzi pesanti col proprio corpo e rispedendoli a Sigonella più volte.

L’ultima notizia sul fronte No Muos scuote gli animi e fa arrabbiare, preannunciata da una nota al governo siciliano del Ministro dell’Interno che ha dichiarato che: «la base di Ulmo è un sito di interesse strategico per la nostra nazione e per i nostri alleati» e che «non sono accettabili comportamenti che impediscano l’attuazione delle esigenze di difesa nazionale e la libera circolazione connessa a tali esigenze, tutelate dalla Costi­tuzione». Si lascia largamente intendere la realtà dei fatti, questa nota è volta piuttosto ad assecondare gli alleati promotori del progetto interamente gestito e finanziato da loro. Si è dato quindi il via alle Forze dell’Ordine che nella notte del 10 gennaio, in atteggiamento antisommossa, hanno scortato e protetto la grande gru della ditta Comina necessaria al montaggio definitivo delle tre parabole. Tutte le vie d’accesso al paese di Niscemi e al presidio di contrada Ulmo sono state bloccate per ore da camionette di polizia che impedivano il passaggio di chiunque. Un intero paese e le sue campagne si è trovato nel giro di poco tempo militarizzato, sotto scacco e impotente di fronte allo Stato.

I presidianti che erano riusciti a concentrarsi prima dell’inizio dei blocchi hanno cercato di fermare i mezzi usando solo il loro corpo, inermi e pacifici, ma sono stati trascinati bruscamente e manganellati.

All’indomani, il presidente della Regione Sicilia Crocetta ha dichiarato: «I siciliani sappiano che il governo siciliano non farà alcuno sconto sulla salute dei cittadini e, nel giro di qualche giorno, il provvedimento di sospensione dei lavori e della messa in mora dell’esercizio dell’impianto Muos sarà emanato, per cui a nulla servono forzature di stampo autoritario per imporre alla Sicilia strumenti che potrebbero essere collocati in aree più idonee, dove non ci siano rischi per la salute dei cittadini». Quello che suscita scandalo è che si è atteso tanto, troppo tempo, nonostante le inchieste, le rilevazioni Arpa, le proteste forti di argomentazioni incontrovertibili, l’unione del popolo siciliano che scavalca lo stretto e trova la solidarietà dei No Tav, dei No dal Molin, dei pacifisti e di tutti quelli che denunciano un’Italia serva degli americani che ancora chiede tasse per pagare gli stipendi di chi dovrebbe proteggerti e non lo fa.

La politica della regione Sicilia poteva essere meno blanda e chiedere già da tempo la revoca delle concessioni in autotutela, piuttosto che votare una mozione che ha subordinato la richiesta di revoca delle concessioni ad ulteriori accertamenti, all’indomani delle gravi e preoccupanti dichiarazioni del Ministro Cancellieri. Come abbiamo già evidenziato in un comunicato stampa dell’11 gennaio, «scorgiamo una drammatica continuità con gli anni passati: Sicilia avamposto militare nel mediterraneo, ieri base missilistica e nucleare oggi avamposto ipertecnologico della guerra prossima ventura, frontiera ostile di un nord arrogante e ricco verso il sud e il mondo intero. Le botte e le cariche di stanotte hanno forzato i presidi di tanti cittadini siciliani, calpestando la democrazia e il diritto, ma non spazzano via l’aspirazione, la volontà, la vocazione della Sicilia e dei siciliani ad essere ponte di pace nel Mediterraneo».

I soci dell’Arci Liberamente di Niscemi sono da sempre a fianco dei comitati No Muos a livello logistico e umano. Aspettiamo, ma ricordiamoci che qualsiasi risultato positivo si ottenga sarà solo perché dal basso si è creato il movimento, perché migliaia di cittadini hanno appoggiato e appoggiano la causa No Muos, perché i No Muos non si sono arresi e non si sono accontentati delle promesse e si sono fatti trovare pronti anche alle manganellate.

Il presidio permanente è fatto di persone, sguardi, voci, canzoni, coperte, sedie, poltroncine, tavoli, legna che arde, pentole per cucinare, una dispensa e cassette di frutta, documenti, volantini, pubblicazioni ambientali, computer. Ogni giorno e ogni notte il fumo della stufa sale in alto e manifesta la presenza della vita che resiste sullo sfondo della mega antenna, la più alta ma non l’unica, un simbolo di oppressione e di morte che nasconde dietro la collina l’ancora più opprimente Muos in costruzione.

Continua a leggere