Corona_Music cinque canzoni per te

Eddai ammettiamelo. Abbiamo già fatto tutto: videochiamate alle amiche, aperitivi sul balcone coi vicini che non sapevamo fossero così simpatici, cartelloni e cartoncini, rispolverato l’album della prima comunione, overdose di video tiktok e instagram e dato la caccia al meme più geniale, intasato le chat con video virali persino noi che di video virali non abbiamo alcuna cultura… Abbiamo persino provato noi stessi a fare video per far ridere gli altri, per drammatizzare o per sdrammatizzare, abbiamo più di prima immortalato la banalità della nostra quotidianità da ogni angolazione, compresa quella della nipotina o del figlioletto che tra un po’ ce lo tireranno dietro lo smartphone e con ragione, abbiamo rivisto le serie preferite, riletto i libri preferiti, guardato documentari sul nostro pianeta e provato a fare esercizi di yoga senza aver mai fatto yoga ritrovandoci quindi con la tendinite dopo ventiquattro ore, che dire di quelli che si sono messi a seguire corsi online e che sono riusciti a scrivere la tesi!

Io, per quel che mi riguarda, innanzitutto ho smesso invece di fare molte cose. Perché come prima cosa, incassato il colpo, quindi dopo qualche giorno e cioè intorno ai primi di marzo, mi è venuto l’affranto e la depressione e non sono stata per niente motivata a lavorare a distanza – insegno alle medie sigh, facciamo ‘sta cosa della didattica a distanza per non morire ma NON è stato bello, è stato un trauma di gruppo che non abbiamo ancora elaborato, forse ci riuscirò quando faremo la nostra prima chiamata su MeetGoogle.

Poi ho ricominciato a fare cose. Quelle che facevo prima per la verità, quindi partivo avvantaggiata: allenamento di danza e palestra a casa – diciamo mantenimento perché io comunque se qualcuno non mi dice “dai forza su” faccio poco – leggere, scribacchiare, pensare e realizzare qualche idea per i miei ragazzi che potete trovare qui: https://www.spreaker.com/user/12124926 .

E adesso sono arrivata a riscoprire un archivio sul mio computer di musica ai tempi in cui la musica non era online e la si passava e la si teneva su dispositivi rigidi. Perché? Perché stavo usando la rete internet per caricare di tutto e di più e ho fatto ricorso alla musica offline. Così… se ancora qualcuno questa cosa non l’ha fatta ecco qua un’idea. Vi metto i link, perché ops, forse è ancora reato. Ma giuro che in qualche scatolone ho anche i CD originali!!! PS: tutta musica italiana tranne per la grande Miriam Makeba ma… solo muti dove stare – niente lo dico a scanso di equivoci.

Ascolta questa…

  • Tu che stai passando la quarantena con l’amore tuo, inaspettatamente, dato che la convivenza non era ancora stata messa in conto. Sei innamorato/a ma una litigata per qualche stupida cosa ha turbato l’atmosfera? Dedica questa che vai sul sicuro!
  • Tu che sei adolescente e ti senti demotivato e abbandonato da tutti. E come farai senza la tua banda? Nessuno ti capisce in questo momento, o comunque in pochi, e tu non fai altro che ascoltare musica e musica e musica trap e aggressiva e dance e come diavolo si chiama, ma niente ti consola perché l’unica cosa che ti consolerebbe sarebbe una FESTA e andare a ballare? Ascolta questa e sfogati saltando sul posto per tutto il tempo.
  • Tu! Che come me fatichi ad alzarti dal letto la mattina perché non ti sembra esista un buon motivo per farlo? Probabilmente è così e io ti capisco davvero, però se si trova da qualche parte questo motivo per vivere di sicuro non si trova sotto le lenzuola, alzati!!!
  • Tu giovane donna che stai cercando l’alternativa femminile a “Volare ooo nel blu dipinto di blu”!!!
  • Per tutti quelli che… non capisco come abbiate potuto dimenticare questa! Uè paisà. Voglio vederti ballare.

Infine… questa è dedicata a Ylenia che mi sta videochiamando interrompendo il momento di alta creatività su wordpress.

Dedicatemi qualche canzone se volete. 🙂

Manovre, TAV, TAP, trivelle: una settimana da Dio

Da una settimana sono tornata in Piemonte e sembra sia già passato un mese, a livello personale di sicuro. Ma direi che, a livello pubblico, non si scherza neanche.

Questa è stata: la settimana della manovra finanziaria, la settimana delle odissee in mare dei migranti, per quanto definirle odissee sia termine improprio in quanto non tornano certo a casa, ma assomigliano molto più a quell’Enea in esilio, padre del genus italicum, anzi del nostro “miserabile vulgus”; la settimana del:- “Ma siamo sicuri di voler bloccare le trivellazioni per la ricerca di una risorsa di cui dovremmo dimenticare l’esistenza? Ma che, davvero il futuro è già qui?”.

La settimana dell’arrivo della talpa del gasdotto TAP, pronta a contribuire alla distruzione del territorio di Melendugno, del meraviglioso Salento, per un’altra grandiosamente inutile opera imposta al “Sud” a beneficio…del “Nord”? Un mezzo pesantissimo è passato esattamente così come passò sei anni fa la gru che serviva a montare il MUOS a Niscemi, in Sicilia: scortato dalla polizia e dai rappresentanti di un’istituzione che non ci rappresenta, che non ci difende, che ci calpesta, che ci accusa, che ci condanna, che dice di chiamarsi Stato.

Chiamateci briganti, chiamateci poveri illusi.

Da noi “Briganti se more” di Eugenio Bennato e “Malarazza – Lamento di un servo ad un Santo crocifisso“, di Domenico Modugno sono diventate molto di più che belle canzoni.

Questa è stata anche la settimana del TAV Torino-Lyon, o meglio la settimana dell’arrivo dell’analisi costi-benefici al Ministero, tenuta nascosta ancora al momento in cui scrivo, perché scotta da morire. Dice che forse neppure la logica economica appoggia questo sperpero di denaro pubblico. Ripeto: pubblico. Cioè ricavato dalle tasse che ogni cittadino italiano contribuente versa, da Nord a Sud. Da Pachino a Predoi. Sì, le tasse le paghiamo anche a Sud, molte e ricevendo ben poco in cambio. Il TAV Torino-Lyon non può essere appoggiato da nessuna ragion di stato, nessuna ragione economica, nessuna ragione contingente, nessuna giustificazione sociale, ambientale. Non porterà alcun ragionevole progresso in nessun campo.

A questo punto, al governo, sperano che ce lo imponga l’Europa.

L’unica rimasta a favore del TAV pare essere la ragione politica, e quanto la ragione politica sia di questi tempi pura arte di intrattenimento dell’opinione pubblica, quanto sia vuota di ragionamento, credo che lo esemplifichi bene il responsorio della messa che i Sì Tav hanno celebrato per la seconda volta in Piazza Castello, sabato 19 gennaio, conclusasi con l’Inno di Mameli.

https://torino.corriere.it/foto-gallery/cronaca/19_gennaio_12/si-tav-flash-mob-piazza-castello

Così per divertirmi un po’, ho provato a riscriverlo pensando a un pubblico di soggetti pensanti e non a un branco di pecorelle smarrite nel bellissimo giardino di sette padrone che per buona educazione abbiamo definito “madamine”. Un gruppo di persone composto da uomini e donne sta letteralmente indottrinando diverse migliaia di altre persone, facendo assumere a un pezzo di TAV a cavallo delle Alpi piemontesi il ruolo di simbolo del progresso d’Italia. Tra l’altro, come se il Piemonte fosse l’Italia.

Ripetere soltanto le righe in grassetto!!!

  1. IL MONDO CAMBIA AD ALTA VELOCITÀ: SVEGLIA! Il mondo è già cambiato. Sì transizione energetica subito!
  2. ANALISI COSTI BENEFICI, TRASPARENZA SEMPRE! Diffondere il sapere. Sì, libera ricerca subito!
  3. IL FUTURO È DI TUTTI. VOGLIAMO LA TAV! Il futuro è già qui. E fa schifo! Vogliamo la tutela del bene comune e dell’interesse collettivo subito!
  4. VOGLIAMO PIÙ LAVORO. L’ITALIA SE LO MERITA! Il lavoro nobilita l’uomo, ma se è precario, sottopagato, sfruttato e schiavista non direi!
  5. I TIR INQUINANO L’AMBIENTE, LA TAV NO! Il problema non sono i trasporti, ma l’energia che li alimenta! Sì a veicoli elettrici, per tutti, subito!
  6. L’Europa siamo noi. La tav è il nostro futuro. …no aspetta, ma in che senso di nuovo ‘sto futuro? Ma te ci lavori in ‘sta tav o no? No, veramente non conosco manco tanto bene il francese. Non so, comunque io mi trovo bene in vacanza a Saint-Vincent. Ma ci si arriva in treno? Mi sa di no, ci sono gli autobus, ma io comunque preferisco andare in macchina, con tutte le valigie e gli sci, sai com’è. Bello, sì anche a me piace respirare l’aria buona di montagna e poi tutte quelle cose da mangiare che si sente proprio che sono genuine, quasi incontaminate. No allora, non divaghiamo, è che senza tav non c’è il futuro, ci siete fino a qui? Ma sì, dai. Quindi che siccome che noi siamo l’Europa, nel futuro non ci saremo. Senza la tav. Ah, ma quindi se non fanno la tav usciamo dall’Europa? Ma è terribile, non lo sapevo mica questo! Mia figlia vuole andare a studiare a Londra, ma io senza la tav mica la mando. Inaudito, ma quando è stato deciso! Ma e allora non eravamo l’Italia? Che poi, capisci che senza la tav mi chiude il Carrefour sotto casa. Ma perché, non è piemontese il Carrefour? Fermi tutti, ma ‘sta tav non serviva a dare più lavoro agli italiani? Allora: noi siamo l’Italia, l’Italia è in Europa, quindi l’Italia è l’Europa, capito? Ma veramente mia nipote che fa il classico dice che il sillogismo aristotelico funziona così… Va beh, facciamo che questa ve la spieghiamo poi, ok? Sì anche perché c’è da capire, siamo proprio sicuri che poi nei cantieri ci vanno a lavorare gli italiani?
  7. Sù sù, cantiamo insieme: “Frateeellliii, d’Iiitaaliaa….”

Devo dire che il vuoto che producono in particolare le coppie di preposizioni n.3 e n.6 è davvero davvero difficile da colmare di senso compiuto. Logicamente non reggono in modo a dir poco imbarazzante. Eppure: la partita sul TAV, signore e signori, pare incredibilmente ancora aperta. E a giocarla stanno chiamando gente che davvero non sa nemmeno di cosa sta parlando e dove vive.

Spero che qualcuno di voi accolga la sfida e riesca a fare meglio di me.

Nel frattempo, se pensate di farcela, eccovi il link del video, ufficialmente proposto sulla pagina Facebook: Sì, Torino va avanti.

https://www.facebook.com/carolbighouse/videos/10156785928757778/

PS: …andate pure! Non mi offendo!

No Time No Space

Viaggiatrice anomala in territori mistici, segue per istinto le scie delle comete.

Ci sono momenti che, sono sicura, capitano a tutti periodicamente. Momenti in cui tutto sembra fermarsi attorno a te, muovi lo sguardo lentamente e lo poggi sulle cose con affetto, i tuoi sensi si affinano, percepisci i rumori o l’assenza di rumori. I colori e le geometrie ti catturano, l’olfatto registra delle sensazioni che sono, oserei dire, ambientali nel loro insieme. Ci sei pienamente. Sei presente a te stesso e vorresti che tutto si fermasse e rimanesse esattamente così com’è, per sempre: la situazione in cui sei, le persone o il paesaggio, quello che succede o non succede, chi passa e come, quello che c’è e quello che non c’è. Ti piacerebbe fissarlo sulla tela dei tuoi occhi o sulla pelle, come un quadretto d’artista.

Mi è successo diverse volte durante questa settimana di viaggio in luoghi noti, ma per me significativi. Mi è successo a Capodistria mentre aspettavo l’autobus che mi avrebbe portato a Trieste. Mi è successo durante le passeggiate al Valentino di Torino. Mi è successo stringendoti al mio cuore, amico e amica mia. Mi è successo a Busto Arsizio la mattina in cui accompagnavo la mia nipotina in asilo nido assieme a mio fratello. Mi è successo in un anonimo parco di Milano, dal nome importante Parco Gramsci, mentre aspettavo l’autobus per il ritorno. Mi è successo quando ho rivisto il mare e il sole al tramonto, spuntato quasi all’improvviso sul lato passeggeri opposto al mio. Mi succede ogni volta che ti guardo e rimarrei per sempre a osservare quelle pieghette attorno agli angoli della bocca che mi dicono che stai ridendo. Forse non c’è nulla di poetico, niente di divino, alcun sentimento o elemento magico. C’è soltanto una viaggiatrice anomala in territori mistici che segue per istinto le scie delle comete e che si innamora ogni volta di te, soprattutto stasera.

 

No time, no space.

Another race of vibrations

the sea of the simulation.

Keep your feelings in memory

I love you, especially tonight.