FAQ MUOS. Per saperne qualcosa, in breve

Frequently asked questions sul MUOS di Niscemi e dintorni.

 

Ma che cos’è questo MUOS?

Il MUOS (Mobile User Objective System) è un sistema di telecomunicazioni satellitare della US Navy, dotato di cinque satelliti geostazionari e quattro stazioni di terra, di cui una a Niscemi, in Sicilia. La stazione MUOS di Niscemi è stata realizzata presso la base militare NRTF-8 (Naval Radio trasmitter Facility) attiva dal 1991. Non è un progetto NATO, non è una base NATO. Gli altri MUOS si trovano in Virginia, nelle isole Hawaii e in Australia. Le stazioni di terra sono costituite da tre grandi parabole del diametro di 18,4 metri e due antenne UHF. Il MUOS viene utilizzato, in teoria, per coordinare tutti i sistemi militari statunitensi dislocati nel globo, in particolare i droni.

Ma dove si trovano Niscemi e la base?

Niscemi si trova nel sud della Sicilia, a una ventina di chilometri dalla costa, al confine tra diverse province: Caltanissetta, Catania e Ragusa. Le città vicine più importanti, con le quali Niscemi intrattiene forti relazioni economiche, sono: Gela, Caltagirone e Vittoria. Niscemi vanta la presenza di un’importantissima Riserva Naturale: la “Sughereta di Niscemi” uno dei pochi parchi naturali con alberi da sughero in Italia e dove vive la “Grande Quercia”, pianta monumentale plurisecolare. Indovinate quanto è vicina l’area della Riserva a quella della base militare? Sono contigue e i segni dell’impatto ambientale sono evidenti. Come se non bastasse, la base militare si trova a pochi chilometri dalla città, in linea d’aria, a ridosso di quartieri e zone residenziali molto abitati.

Ma perchè non lo volete?

I motivi per cui non lo vogliamo sono molteplici e hanno a che fare con diversi livelli di interessi e consapevolezze individuali o collettive. Ma non sono astrusi. In ordine non di importanza, ma semplicemente dal particolare al generale, proverò a spiegarne i concetti di fondo.

Siamo preoccupati per le conseguenze ambientali e rischi sulla salute che il sistema di trasmissione del MUOS provoca. Inquinamento nefasto che andrà a sommarsi a quello che gli organismi umani, animali e vegetali già subiscono da decenni a causa delle altre 46 antenne attive dagli anni Novanta. Per non parlare del fatto che siamo da tempo inseriti nell’elenco nazionale delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale.

Siamo scontenti della gestione politica e militare della nostra terra, diventata la portaerei del Mediterraneo, assoggettata alle politiche sia NATO sia USA, cui i governi siciliani non si oppongono e che non corrisponde ai desideri dei siciliani stessi, come dimostrano ciclicamente le grandi mobilitazioni regionali, sia nei confronti dei progetti militari, sia nei confronti delle politiche economiche, sia nei confronti dei poteri forti e mafiosi.

Siamo convinti che l’antimilitarismo e l’antifascismo siano valori imprescindibili della società e del mondo che vogliamo abitare. Non c’è futuro per l’umanità che non passi dal disarmo totale. Non c’è progresso senza consapevolezza civile e democrazia partecipata.

Ma chi è questo Turi Vaccaro? Ma è pazzo?

Turi Vaccaro non è pazzo, tutt’altro. Turi Vaccaro, di origine siciliana, emigrato a Torino, ha studiato filosofia e lavorato in Fiat. Il suo percorso personale l’ha portato ad aderire ai principi e ai valori della nonviolenza. Accortosi che nel suo lavoro si occupava di  assemblare componenti di utilizzo militare, ha preferito il licenziamento e ha scelto l’attivismo pacifista. In Italia è legato storicamente alle manifestazioni di Comiso degli anni Ottanta, al movimento No Tav e, naturalmente, al movimento No Muos. Le sue azioni di disobbedienza civile nonviolente non sono casuali, ma sono sempre frutto di una preparazione lucida e responsabile, dall’effettivo riscontro pratico. (Qui una sua breve biografia)

Ma siete di sinistra?

Siamo un movimento che si basa sull’adesione spontanea e individuale a determinati principi che possono essere letti nella Carta d’intenti del Coordinamento Regionale dei Comitati NO MUOS. Utilizziamo il metodo assembleare e della democrazia diretta cercando di prendere decisioni condivise quanto più possibile all’unanimità. Ciò non significa che il singolo non possa esprimere la propria individualità e non abbia spazio di azione al di fuori dell’assemblea. La solidarietà tra movimenti e individui che lottano basandosi sugli stessi principi e metodi non è in discussione. Se questo significa essere di sinistra… fate voi.

Ma c’è la mafia?

Si, c’è la mafia. Se volete saperne di più, potete cercare informazioni presso questi siti e queste associazioni: Radioaut Palermo e Associazione Antimafie Rita Atria. In particolare su Niscemi eccovi uno scritto di Sebastiano Gulisano La-Morte-e-la-Speranza_Sebastiano-Gulisano_1997, che ho scoperto da pochissimo. Io in quegli anni raccontati nel suo libro ero una tra i tanti bambini che frequentavano le elementari. Per quanto riguarda nello specifico il Muos, cliccate sul titolo per leggere un dossier a cura di Antonio Mazzeo: La-mafia-ed-il-muos.

Ma siete contro gli americani?

Non siamo contro gli americani, perché non siamo “contro” nessuno. Siamo contro la propaganda e l’indottrinamento di massa, contro l’ideologia imperialista, contro le servitù militari e lo sfruttamento di popoli, territori e risorse.

I No Muos sono black block?

Molti sono, o dicono di essere, No Muos. I No Muos sono, o possono essere, in molti.

Quanti posti di lavoro ha creato il Muos?

Nessuno per i niscemesi, qualcuno per i politici, buone prospettive per giornalisti freelance o di controinformazione, ottime per gli assoggettati al potere.

Il Muos ci serve contro l’ISIS?

No, perchè contro l’ISIS non ci servono altre armi, se non quelle dell’informazione e della coscienza.

Quante probabilità di successo ci sono?

Rispetto al Muos molte, anche perché il progetto è totalmente assurdo ed economicamente insostenibile (stiamo parlando di milioni e milioni di dollari che si continuano a spendere per un sistema sensibile, fragilissimo e dalla dubbia utilità). Il vero obiettivo però è da sempre la smilitarizzazione completa. Non si tratta di un traguardo raggiungibile nel giro di poco, ma non c’è dubbio che possa essere considerato alla portata della nostra generazione. Insomma, non è una certezza, ma nemmeno un’utopia.

 

Vuoi saperne ancora di più? Eccoti tanti bei link per informarti meglio e a fondo.

NoMuos.info, sito di riferimento del movimento No Muos, per un’informazione dal basso.

Oltre le reti: cronache da Contrada Ulmo. Se vuoi approfondire la storia di un particolare periodo del movimento No Muos: quello della nascita del Presidio Permanente, dell’avviarsi di una stagione di lotta che ha visto come protagonista la cittadinanza niscemese.

Il Blog di Antonio Mazzeo. Peace-researcher e giornalista impegnato nei temi della pace, della militarizzazione, dell’ambiente, dei diritti umani, della lotta alle criminalità mafiose. Ha lavorato anche nella cooperazione internazionale in Ex Yugoslavia, Albania, Colombia, Cuba, Centroamerica, Brasile ed Uruguay. Seguilo su Facebook – Antonio Mazzeo.

Meridionews, per la cronaca e per i giornalisti che ci scrivono (Andrea Turco, Fabio d’Alessandro)

Il vizio della memoria, blog del giornalista Sebastiano Gulisano

 

Oltre le reti: cronache da Contrada Ulmo

La ricostruzione di un anno No Muos. Non uno qualsiasi, quello del Presidio Permanente No Muos: on line, a puntate, sul sito di Oltrelereti: oltrelereti.altervista.org.

Finalmente questa storia del Presidio Permanente No Muos vede la luce. La luce dei vostri schermi, per lo meno. Oltre le reti: cronache da Contrada Ulmo è un progetto nato molto tempo fa e rimasto nel cassetto fino a quando, grazie alla collaborazione di Fabio d’Alessandro, non si è deciso di metterlo “in rete”. Si tratta della storia di un particolare periodo del movimento No Muos: quello della nascita del Presidio Permanente, dell’avviarsi di una stagione di lotta che ha visto come protagonista la cittadinanza niscemese. La storia che ha acceso riflettori spietati sul sistema di antenne NRTF, la storia che ha sconvolto un paese e di una contrada che nel corso di un solo anno ha visto marciare migliaia e migliaia di persone che hanno acquisito la consapevolezza dello scempio e hanno scelto di lavorare per riappropriarsi di ettari di natura e di dignità. In Contrada Ulmo c’è una strada a cui è stato dato un nuovo nome: Via Le Basi.

“Non esistono storie oggettive, esistono però storie esplicite, che precisano criteri e intenzioni. Io sono evidentemente di parte, niscemese, No Muos. Gli eventi sono presentati secondo un criterio cronologico che copre il periodo che va da settembre 2012 a settembre 2013; tutti i fatti sono documentati e in genere liberamente consultabili; i fatti riguardano principalmente la Contrada Ulmo e la città di Niscemi, secondo un punto di vista molto locale, spesso personale, aperto principalmente ai rapporti tra le Istituzioni (regionali e nazionali) e Niscemi – rispetto a questo è utile sottolineare che si farà riferimento solo ad atti resi pubblici e a dichiarazioni pubblicamente sostenute.

Oltre le reti: cronache da Contrada Ulmo non ha nessuna pretesa di esaustività. La sua unica pretesa è quella di coltivare la memoria. Una memoria necessaria come l’acqua. Non si deve dimenticare che qualsiasi conquista, rallentamento, onore e onere che possa attribuirsi al movimento No Muos è venuto dal basso. Se esiste qualcosa che possa essere considerato davvero simile a una vittoria, si tratta di questo.

Una delle tecniche per limitare il potere del popolo è quella di cancellare dalla storia i veri agenti del cambiamento, di fare in modo che non siano riconosciuti. Per far questo è necessario distorcere la storia e far credere che siano stati i grandi uomini a fare tutto. In questo modo la gente impara che non è in grado di fare alcunché, che è senza speranza, che deve attendere che appaia qualche grande uomo a risolvere tutti i problemi.

Noam Chomsky, Capire il potere, Marco Tropea Editore, Milano 2002, p. 214.

Per fare la storia e tramandarne la memoria abbiamo un mezzo soltanto: costruire la narrazione di noi stessi. Più ricca sarà la narrazione, più saranno i punti di vista, più diversificate le tecniche utilizzate, meno rischio correremo di dimenticare e tornare docilmente a pensare che interessarsi al mondo non sia una cosa adatta a noi, oppure qualcosa di cui non siamo capaci. La storia non è mai già scritta prima da qualcuno, ma sempre e solo ricordata da te.”

oltrelereti

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Il Muos c’è. I No Muos pure.

Piccolo aggiornamento sulla lotta al Muos di Niscemi per riprendere il filo di un discorso interrotto troppo tempo fa.

Diciamo che di cose ne sono successe dall’ultima volta che ho pubblicato qui delle novità riguardanti i No Muos, Niscemi e il Presidio. Un’infinità. Come faccio a riassumerle? Impossibile, nemmeno ci provo. Posso solo dire che la cosa che ho notato subito, rileggendo i post passati, non è certo che sia venuta meno la rabbia, il fervore, le parole, la santa pazienza e anche no. Quello che ho notato è che: per spiegarvi cos’è il MUOS prendevo delle foto di repertorio, scattate alle altre tre installazioni. E invece adesso ecco qua.

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Come potete immaginare non siamo molto felici e non sono molto felici neanche altre persone. Verò è che quest’anno è stato particolarmente difficile a causa della repressione amministrativa e politica, della sfiducia, dei cambiamenti, perché si cresce ma…che vi devo dire?! Il fatto è che nessuno può negare che, durante tutte queste stagioni e nonostante le onde malefiche, si sono concentrate in contrada Ulmo un sacco di energie positive che di sicuro lo hanno reso e lo renderanno un luogo migliore. E poi ci siamo presi anche le nostre piccole soddisfazioni. Abbiamo procurato tanti bei fastidi ai poveri marines, ma soprattutto ai loro grandi capi, compresi Ministeri, Consolati e Presidenti. In quella base noi ci facciamo di tutto, ci entriamo, ci usciamo, saliamo e scendiamo dalle antenne. E attorno ci giochiamo, ci raduniamo, manifestiamo e godiamo di un’unione profonda, di un senso di solidarietà che nessuno riuscirà più a rimuovere. A volte ci basta uno sguardo per capirci, a volte una risata per distenderci, a volte dobbiamo discutere per organizzarci, ma vi assicuro che ci basta niente per ripartire.

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