Tra mille ne vedrai altre mille

Delle facce preoccupate non sappiamo più che farcene,

delle cerimonie di solidarietà nemmeno,

tantomeno delle mezze misure.

Saranno millenni che andiamo avanti a metà.

E non siamo ancora nemmeno a metà.

La nostra bellezza brucia e condanna

infiora e innamora

la Primavera.

Non hai pudore

Non hai timore

Figlia di dio

Squilibrata

Dissennata

Vai contro la vera te stessa

Donna

Che pro-crea

Eppure io so che creo a nessun pro e distruggo con un no.

Sono figlia

perciò

della Terra.

Diniego il capo sorridendo al capo, che si pente spesso di se stesso.

La tua rabbia la mia gioia, la tua impotenza la mia gloria.

Non mi avrai mai più come mi volevi tu.

Ho imparato l’amore ricominciando ad amare prima di tutto me

e secondo di tutto Lei

e terzo di tutto le oppresse

e quarto di tutto le specie viventi

e solo alla fine anche a te.

Ho imparato il coraggio ricominciando a guardare prima di tutto mia madre

e poi le mie sorelle

e poi i miei fratelli

e poi alla fine sfidando te.

Maschio dai pugni e calci più forti, padre dagli sguardi disapprovanti, padrone che si slaccia la cintura per farmi paura. Compagno cialtrone, levati di mezzo, le mie orecchie non ti sopportano. Non piagnucolare ragazzo scanzonato, la vita mia non la userai. Beh, ti stupisci? Non lo sai che non sono più una bambina?

E tu, bambino, imparerai? Imparerai ad amare me e la storia di me? Vedrai che differenza, quando la mia gioia sarà la tua gioia, la mia rivoluzione la tua rivoluzione, la mia voglia di vivere la tua.

L’insieme è qualcosa di più della somma delle singole parti.”!

Quando mi riconoscerai tra mille ne vedrai ancora mille.

Quando mi guarderai negli occhi ne vedrai altre cento.

Quando mi considererai per quella che sono, sarò una fatta di tante.

Sarò forte e accecante, tremenda e ammaliante.

Non ti illudere. Sarò arrabbiata con te. Molto arrabbiata.

Di fronte a me lascerai l’armatura.

Scommetto che non avrai il coraggio di toccarmi.

Nemmeno con un fiore.

Scommetto che non saprai cosa dire.

Saprai solo morire.

Canzoni italiane, donne, punti di vista del femminile

Cinque canzoni italiane per questo marzo della donna. Cinque voci, temi e punti di vista femminili.

Non si tratta di canzoni femministe, direi piuttosto che si tratta di canzoni molto femminili. Perché cinque? Non so, semplicemente perché ne ho trovate cinque, ma di certo la lista può allungarsi e ognuna ha forse la propria. Iniziamo con la grande Mina e “L’importante è finire”. Una canzone che esprime un certo erotismo, non c’è che dire, un testo e un’interpretazione magistrale che non lasciano dubbi: – Donne! Via l’orgoglio e via le paranoie perché l’importante è… 

Continuiamo con Mia Martini e “Piccolo uomo”. Perché non ammettere che spesso diventiamo dipendenti dalle nostre relazioni d’amore? Così tanto da sentirci piccole piccole, sole e abbandonate, tristi e senza prospettive se il nostro amore ci lascia. Un’altra grande voce della storia della musica italiana, quella di Mia Martini, che con questa canzone ci invita a perdonarci ogni tanto per queste debolezze che poi sono quelle che ci rendono umane. Tra l’altro, non dimentica di  ricordare che anche lui è “piccolo” proprio come noi.

Il matrimonio. Dopo secoli di sottomissione e con la liberazione sessuale degli ultimi decenni (di cui forse io appartenente alla così detta generazione dei millenials sono il primo frutto) un’istituzione spesso messa sotto attacco ideologico da tutti i fronti. Eppure, ditemi che nessuna ha mai sognato un lui/lei che ti chiede: “- vorresti sposarmi?” e persino immaginato il giorno del proprio matrimonio, compreso il vestito! Carmen Consoli, con pochi fronzoli racconta l’episodio devastante di un matrimonio che non va in porto in “Fiori d’arancio”.

Un pericolo sempre dietro l’angolo è quello di cadere nel facile vittimismo, un altro grande tema che spesso per la donna si manifesta dietro la non assunzione di responsabilità della propria libertà. In altre parole… se vuoi qualcosa, la pretendi oppure se fai una decisione, rifletti su te stessa, su quello che comporta e sii pronta ad accettarne le conseguenze. Irene Grandi dice che “non è facile, però è tutto qui”. Per di più questo brano fece scandalo con il verso: “prima di pretendere l’orgasmo, prova solo ad amarti”.

Se poi arriva Marzo e guarda caso è la festa delle donne e guarda caso è il mese della Primavera e guarda caso sono qui a pensare alle cantanti italiane, è un attimo: – respiriamo l’aria e viviamo aspettando Primavera! la lailaaa. Siamo come fiori prima di vedere il sole a Primaveraaaa la lailaaa”. Siiii, la gioia di vivere di Marina Rei, tanta gioia di vivere, quella che ogni donna deve imparare a conservare e a coltivare negli anni.

Buon Marzo delle donne a tutte e a tutti.