Tutto quello che potevamo fare

Tutto quello che potevamo fare era darci un bacio. E poi lasciarlo lì. Sul prato.

Forse non è stato solo uno. Forse sono stati due, in effetti. Credo anche più di due. Avevamo il cuore aperto e splendente come le stelle di notte. Mi sorridevi con le labbra e con gli occhi. Eri luminoso come le fate delle fiabe. Eri “coccolo”, si direbbe se fossimo nel nord-est. E non so tradurti. Eri l’ultima cosa che mi aspettavo potesse succedere quella sera, ma evidentemente la prima che stava ad aspettarmi.

Lontano nel tempo, mi sembrava tutto così lontano dal tempo che ho pensato non esistesse più, non lui, né io, solo tu. E non lo so se questo bacio è successo ieri o anni fa. Non importa, non è certo questo il punto, il quando, il dove, il come, il perché. Non importa nemmeno se il romanzo che ho vissuto è solo frutto dell’ennesimo ricamo con cui decoro di vita lo sfondo di ogni cosa. È successo.

Succede sempre l’eterno a chi ama.

Con questi sentimenti nell’anima, ho riportato il mio corpo in Sicilia, a Niscemi, continuando a sognare e a danzare un mondo che ogni tanto immagino impossibile.

Così mi auguro che per ogni bacio abbandonato sui prati, sotto le stelle o sotto gli abeti ne crescano altri mille. Non solo per me. Per tutti.

Buona estate.

Ho poco da dire

Vorrei raccontarvi e spiegarvi questo punto di vista privilegiato, lontano dalle mete vacanze più gettonate. Un punto di vista che va dall’alto verso il basso. Vedo il mare che si confonde col cielo all’orizzonte e qui vicino, alla riva, che bagna la falesia. La cinge, più che altro, la falesia. Perché l’acqua è così calma che le onde non si avvertono nemmeno. Questa piccola lingua di terra sembra un sorriso da qui. Un sorriso di ciottoli e scogli, nascosto tra i rami di pino. Profuma di iodio e di resina. In pochi si avventurano per queste scalette, le uniche che possono portarti fin giù alla spiaggetta. In pochi saremo laggiù a farci il bagno.

Dove siamo? Dove sono? Sono qui, sul Litorale sloveno, a respirare a pieni polmoni aria pulita e a guardare lunghi crepuscoli in riva al mare. Non so più il perché sono qui o lì. Negli ultimi anni ho definitivamente smesso di dare troppo senso al mio vagare, ai miei trasferimenti, ai miei precari desideri che vorrebbero farmi restare ogni tanto. Riposare, questo mi sembrava una volta l’obiettivo ultimo della ricerca di senso e di amore. Adesso mi pare che il senso del mio andare sia solo andare andare andare… e amare ogni luogo che mi accoglie e ogni parte di sé che una persona decide di rivelarmi o consegnarmi.

Ho poco da dire, sì. Poco altro da aggiungere. Si zittisce tutto al tramonto, qui. Persino il silenzio.

Tra poco riparto.

Tra poco sarò in Sicilia.

Tra poco tornerò di nuovo.

Vacanze in Sicilia – Estate 2017

Diario breve di una vacanza in Sicilia. La vacanza di un’emigrata che torna a casa sua per un mese.

No B&B and Resort, no ristorantini sul mare e niente consigli/propaganda per il vostro prossimo viaggio. Solo pensieri sparsi in cui qualcuno forse si ritroverà.

Ci siamo lasciati praticamente un mese fa con la “My London Calling” – un viaggio che ha segnato l’inizio del mio rientro in terra siciliana, deviato di qualche migliaio di chilometri a Londra, dove sono andata a fare quella che finalmente è stata per una volta a Londra… e beh allora? Allora, neanche lì fotine sognanti, profili cool e consigli di viaggio, ma solo tanta voglia di scrivere quanto bene mi ha fatto stare con gli amici. Tanto è vero che, come se non fosse bastato il momento lacrimante a London Bridge dove ci siamo separate da Giada, quando io e Noemi atterriamo all’aeroporto Fontanarossa di Catania quasi quasi faccio fare retromarcia ai miei, che avevano fatto circa 100 km per venirmi a prendere, solo perché c’era la possibilità di stare ancora un’altra notte in giro (a Catania) e vedere altre due scapestrate di cui non faccio il nome e cognome ma solo il nome: Giuliana e Ylenia.

Infine il buon senso ha prevalso, nonché la voglia sincera e di lungo corso di tornare semplicemente dalla mia “famigghia”.

Credo di aver dormito per circa una settimana e di averla passata quasi esclusivamente nella mia bella casa di campagna, ariosa e spaziosa, allargata alla casa accanto, tra l’altro, dove stavano mio fratello e mia cognata e i nipotini che volentieri mi ritrovavo spesso in salone. Avevo tempo e non volevo sprecarlo. Così, dormire mi è sembrato essere un’ottimo modo di impiegarlo. In fondo, sono andata a casa per un motivo preciso: ricaricare le batterie. E che ricarica! Comunque non ho solo dormito, figuriamoci.

In successione ecco le tre belle cose che hanno segnato questa vacanza in Sicilia (famiglia a parte).

1. Il campeggio No Muos – di cui potete leggere qui.

2. L’evento di body painting per cui ho fatto da modella alla mia storica amica e artista Marzia Nigito.

Essere una tela, diventare un quadro, esaltare l’opera d’arte che è il corpo attraverso i colori e la danza. Questo l’ho fatto solo perché ci credo in certe cose, ci credo che attraverso l’arte si esprime il genio dell’intelletto umano, che l’armonia deve essere insegnata e che noi stessi siamo il cambiamento quando affrontiamo e superiamo sfide un po’ anomale… tipo quella di esibirmi vestita solo di colori, sul palco della piazza principale di Niscemi, dove sono cresciuta, che non brilla per essere considerato un posto culturalmente all’avanguardia. E poi credo in te Marzia, come ci ho sempre creduto, credo nel tuo talento e nel tuo senso estetico, nella tua visione pura del corpo come mezzo di espressione e non come fine.

(Se siete curiosi di vedere l’opera completa, date un’occhiata al profilo instagram, mio sulla destra, e di Marzia qui -> https://www.instagram.com/marzianigito/ )

3. Un Ferragosto magico sui Nebrodi, continuato con un viaggio fino a Vulcano a rivedere Noemi.

Non potevo farmi mancare l’escursione con gli amici del Nasciam Trekking, un gruppo bellissimo che mi fa piacere ogni volta incontrare. Abbiamo passato due bellissimi giorni sui Nebrodi, durante i quali sono successe mille cose, tra cui alcune degne di ispirazione per racconti horror: sedute attorno al fuoco con rituali tribali (totem per gli esperti del magico mondo scout); persone vaganti di notte che per cercare me si sono perse nel buio; ritrovamenti di animali morti (un ghiro per la precisione) che abbiamo deciso di impagliare per il futuro nuovo museo di storia naturale di Niscemi. Infine, la traversata dei Nebrodi in Twingo e la traghettata migliore di sempre (ho dormito fin dal primo istante) verso Vulcano.

Potevi davvero lasciarmi qui Tanuz!!! 😀

Tre pezzi di vita inaspettata, fuori programma, tre occasioni che ho colto al volto, intervallate da una serie di altri piccoli eventi e tanti amici che hanno avuto come punto di riferimento il Sound Garden, un locale estivo vicino a casa mia, gestito quest’anno da un altro “storico” amico di vita che quindi direi… meglio di così non mi poteva andare.

Ho fatto un collage tra due foto scattate una all’inizio della vacanza e una alla fine, proprio alla fine. L’ultima sera, ieri l’altro ahimé… E anche di questa faccia la responsabile è Marzia. E penso che il paragone dica tutto, più di queste 732 parole.

 

Come si arriva… e come si parte. Sicily