Tullio

“Dobbiamo tenere conto del fatto che in materia di scuola e di lingua molti intellettuali e politici, dato che sono andati a scuola e a scuola ci va la sorellina o la nipotina, e dato che parlano, si sentono autorizzati a sparare panzane a ruota libera. Come se, per il fatto di vivere nel sistema solare, ci sentissimo autorizzati a dare pareri di astrofisica o, causa raffreddore, in materia di batteriologia e virologia. E questo avviene per scuola e lingua”

Tullio De Mauro, Educazione linguistica oggi 2006

Filosofia dell’educazione, i grandi perché della vita.

Un tempo le punizioni corporali erano considerate educative. La norma era l’obiettivo da perseguire. Oggi si rincorre la realizzazione personale e si cerca di “tirare fuori il meglio” da ognuno. Ma cosa è lecito fare e non fare in nome dell’educazione e dell’istruzione?

Nel corso degli anni sia universitari, sia post-universitari, ho avuto più volte l’occasione di approfondire i grandi temi della vita: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo… Finendo col capire che la domanda delle domande è: perché apprendiamo? Se vi soffermate un attimo lo capirete anche voi quanto insidiosa e affascinante possa essere la ricerca della risposta. Tuttavia, non avendo scelto poi nella vita un percorso dedicato all’applicazione della conoscenza, ma piuttosto alla sua trasmissione, ho ristretto il campo a una sotto-domanda non meno insidiosa: perché educhiamo?

Cambiano le opinioni, i metodi e gli obiettivi. Ma una cosa non cambia mai, non riusciamo a fare a meno di imparare ed insegnare. Qualcosa. A qualcuno. Così, in queste poche pagine frutto dei miei studi in pedagogia presso l’università di Capodistria e che potrete leggere comodamente anche se non sapete molto bene l’inglese, perché per vostra fortuna non sono madrelingua e quindi adotto uno stile di scrittura serenemente lineare e semplice, provo a esplicitare i principi cui dovrebbe ispirarsi l’educazione e il sistema dell’istruzione, per favorire il pieno e libero sviluppo dell’apprendimento nella specie umana.

Oddio, vi siete messi le mani nei capelli? Coraggio! Niente paura, è solo filosofia. Non fa male. Fa pensare.

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What should be done in name of education

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Inclusione scolastica, Italia e Slovenia

Inclusione scolastica: un tema molto importante, spesso sottovalutato oppure male interpretato.

L’Italia può vantare una tradizione di lungo corso per quanto riguarda l’inclusione scolastica. La Slovenia invece ha una storia piuttosto recente, che inizia con la Dichiarazione d’indipendenza nel 1992, ma che si concretizza con l’ingresso in Unione Europea nel 2004. Queste pagine sul sistema di inclusione scolastica italiano e sloveno nascono come approfondimento di una materia universitaria che ho seguito negli scorsi mesi presso l’Università del Litorale di Capodistria. Nessuna pretesa di esaustività, ovviamente, soltanto un punto di partenza che forse può essere utile a chi è interessato alla questione dell’inclusione scolastica in Europa.

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Inclusion in Italy and in Slovenia: some notes

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