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Vincenzo Cerami, Consigli a un giovane scrittore

Consigli a un giovane scrittore, il saggio di Vincenzo Cerami che svela i linguaggi della narrativa, del cinema, della radio e del teatro.

La produzione critico lettararia italiana pullula di tesi sui temi più disparati, che comprendono teorie estetiche ed etiche, metodologie di analisi dei testi e della narrazione, storie sull’avanzare del cattivo gusto nella letteratura italiana contemporanea viziata, secondo molte Eminenze Intellettuali, dalla ricerca del successo e dall’appiattimento dell’Autore sul pubblico. La battaglia per la riscossa della letteratura cosìddetta di serie B, nell’ultimo decennio, sembra finalmente essere vinta se è vero che nessuno grida vendetta al cospetto del Dio se le case editrici più importanti osano pubblicare i libri, stravenduti, dei vlogger italiani più in voga del momento.

giphy_leggereQuesta seminutile premessa per dire cosa? Che, mentre la critica contemporanea italiana si è impegnata nell’escatologia della letteratura e per la giustificazione della ragion d’essere dei bestseller, la domanda da un milione di dollari che molti giovani aspiranti scrittori e scrittrici, dall’età di circa sei anni in sù, hanno sempre posto ai loro maestri o professori letterati è sempre stata una: si, però a scrivere come si fa? Dove, è evidente, che per scrivere non si intende semplicemente saper mettere le lettere e le parole in fila come vuole la grammatica, oppure (step 2) saper fare delle ottime sequenze narrative, ricche di figure retoriche e senza ripetizioni lessicali. In genere la risposta è spesso questa: devi leggere molto.

Questo è sicuramente vero. Ma è anche vero che, secondo la mia esperienza, questa risposta è legata a un concetto di arte per imitazione che però non è che funzioni proprio così. Ho spesso invidiato i miei amici pittori, scultori, fotografi e musicisti, perché per loro tutto mi sembrava più semplice. Non dovevano “ascoltare” tanta musica o “guardare” tante opere e basta. I musicisti possono contare su un maestro che gli insegna le note, i tempi e gli accordi, conoscono una serie di sequenze tecniche che li aiutano nell’improvvisazione e/o negli arrangiamenti, si affidano a uno spartito da seguire per un’esecuzione perfetta, ad esempio. I pittori imparano a dipingere le sfumature conoscendo gli effetti nell’uso di diversi tipi di pennello, colore e materiale. Imparano a riprodurre la percezione dell’occhio, sanno come illudere lo sguardo attraverso i giochi prospettici. Insomma, gli artisti si esercitano nell’uso di strumenti che non vedi guardando, non percepisci ascoltando. Sanno cosa fare per ottenere il risultato voluto. No, non è la stessa cosa che dire: devi leggere molto.

vincenzo_ceramiAncora oggi, per uno scrittore italiano che voglia “andare a scuola”, la strada è ardua, per lo meno per quanto riguarda la cosiddetta “scrittura creativa”. Per altri tipi di scrittura, ad esempio quella giornalistica, per fortuna le cose non stanno così. Ma chi vuole scrivere romanzi, racconti e poesie, spesso deve fare riferimento a studi stranieri che gli insegnino qualcosa, gli spieghino di più. Fin tanto che… non scopri questo bel saggio di Vincenzo Cerami. Consigli a un giovane scrittore è un libro che dovrebbero leggere tutti coloro che lavorano con le parole e/o vorrebbero scrivere meglio. Innanzitutto, Vincenzo Cerami con il “mestiere di scrittore” intende quello che comprende la narrativa, il cinema, il teatro e la radio. Già questo riesce a dare una profondità di respiro a quanto spiegato non indifferente, perché ti permette di considerare le cose nel loro insieme. E poi ne affronta ad una ad una le caratteristiche, raccontandoti anche con esempi concreti, come il linguaggio e la narrazione vadano modulati a seconda del fine che non è solo comunicare, ma suscitare emozioni: evocare.

Lo scrittore, a differenza del cuoco (che domina il gusto, i diversi sapori e odori della cucina), a differenza del musicista (che ordina le note) o del pittore (che mescola i colori) manipola solo parole scritte quando fa letteratura, scritte per essere recitate quando fa radio, teatro o cinema. Evocare vuol dire quindi restituire la parvenza di verità della nostra fantasia all’interno di un preciso linguaggio, cioè peculiari convenzioni. E per far questo è necessario conoscere a fondo il sistema di segni con il quale dobbiamo lavorare. Consigli a un giovane scrittore, Vincenzo Cerami, Garzani, Milano 2002, p.14

Scrivere un buon romanzo, un bel fim, fare grande teatro, non è qualcosa di sovrumano ai limiti dell’impossibile o appannaggio di poche menti geniali. È anche e soprattutto sapere come costruire gli artefatti. L’espressione artistica è una caratteristica umana, è un linguaggio. Tutti possono impararlo. In questo libro di Vincenzo Cerami, troverete una lettura piacevole, molti spunti affascinanti, una serie di esercitazioni e alcuni piccoli accorgimenti che non tutti sanno e quasi nessuno vi dice (a meno che non siate disposti a spendere tanti soldi per un buon corso di scrittura in Italia). La vostra passione, la vostra fantasia e sensibilità, e certo anche il vostro talento, faranno il resto.

Karusu – Una Storia di Sicilia. Un film di Nino Buzz

Karusu – Una storia di Sicilia, prima parte. Il primo film del giovane Antonino Buzzone (Nino Buzz). Interpretato da attori niscemesi non professionisti, il film è stato realizzato con un budget di soli duemila euro.

karusu

Una piccola famiglia di Niscemi, cittadina in provincia di Caltanissetta, che lavora la terra e possiede un’azienda agricola sulla piana di Gela si ritrova all’improvviso contesa dagli interessi di una cosca mafiosa che vuole acquistare ad ogni costo la proprietà. Al netto rifiuto del nonno, il capofamiglia, fa eco il desiderio del genero di voler cambiare vita. Il nipote, un giovane ragazzo dai grandi occhi castani e da sempre a fianco del nonno sul trattore, si impone sulla scena tra intrighi, tradimenti e disillusioni.

Karusu – Una storia di Sicilia (2013) è senza dubbio un esordio coraggioso per l’utilizzo del dialetto siciliano-niscemese e per la scelta di attori locali non professionisti. Un esperimento che omaggia il paese d’origine del regista e porta in primo piano la lingua della sicilia e i suoi volti dai tratti espressivi e dallo sguardo intenso. Il primo film di Nino Buzz mostra tutta la sua vena artistica e la sua capacità di regia. Il fatto di averlo messo in piedi con un budget limitatissimo (2000€ circa) non può che aumentare il valore di lavoro collettivo, la produzione ha infatti coinvolto e appassionato i niscemesi stessi. Centratissime le musiche e la fotografia. I 50 minuti di questo film dalla narrazione asciutta e precisa promettono un seguito avvincente. Si resta con la voglia si assistere alla seconda parte e, sicuramente, se l’esperienza renderà gli attori più “professionisti” facendo guadagnare qualità al film, si spera anche che non per questo perdano la preziosa spontaneità.