Stato

Come quando fuori piove

Come quando fuori piove con settembre e altre ombre.

Come quando fuori piove noi sdraiati sul divano ognuno coi suoi vuoti a portata di mano che ci dicono chi siamo dove eravamo dove andiamo. Così dal vetro dei miei occhi sembra grigio il tempo intorno ma è questione di un secondo se veloce con un lampo mi risvegli dal mio pianto e mi asciughi l’avvenire potrò ancora luccicare, tornerò con te a brillare.

 

Citazione

Zanna Bianca, letteratura per ragazzi e qualche altra storia

Zanna bianca, Jack London, La BUR dei ragazzi, anno 1986. Questo libro ha la mia età e io do un valore a questa data che ci lega anagraficamente solo adesso.

Adesso che anni di studi universitari in Lettere mi hanno convertita a leggere anche le quarte di copertina, l’anno di uscita e l’anno di edizione per default. Non penso di averlo mai notato quando ero bambina. Del resto, non mi interessava questo genere di cose. Mi interessava solo leggere storie. Al massimo, se proprio me le vendevano bene, arrivavo a degnare di attenzione storie di storie o sulle storie. Ma la narrazione non doveva mancare mai.

14089332_1370291319667415_978398505_nPer i compleanni e altre occasioni ero la bambina perfetta. Non sbagliavi mai se mi regalavi un libro, oppure un pupazzo. Ancora meglio se arrivavi con tutti e due. In quella che una volta era una camera da letto e che ormai è diventata un vero e proprio archivio disordinatissimo di libri, studi, quaderni e memorie della mia vita, Zanna Bianca se ne stava orgogliosamente circondato da titoloni austeri. Quasi si rendesse conto di essere sopravvissuto ai repulisti epocali, di essere stato graziato dall’oblio degli scatoloni riempiti e messi in garage per fare spazio ai nuovi libri, ad altre carte. Io no, non l’ho mai “salvato” consapevolmente. Negli ultimi anni, ogni tanto, mi tornava alla memoria. Sembrava che mi chiamasse. Fino a che, nel 2014, ho deciso di abbandonare ogni remora e di andarlo a cercare. Pensavo che non sarei mai riuscita a ritrovarlo e invece di ritorno a casa per qualche tempo mi è bastato ripercorrere con lo sguardo e con le dita il dorso dei libri… ed è così che ho scoperto che quel birbante non se ne era mai andato dallo scaffale!

Ci siamo ritrovati come vecchi amici. Lo ammetto: gli ho sorriso e gli ho fatto “ciao!” ad alta voce. Da allora non ci siamo più lasciati. Mi ha seguita prima a Torino e ora qui, a Capodistria. Posso essere davvero sicura che se mi chiedete qual è stato il libro preferito della mia infanzia, eccolo: Zanna Bianca di Jack London.

L’istinto e la legge pretendevano da lui l’obbedienza; ma la crescita pretendeva la disobbedienza. La madre e la paura lo costringevano a tenersi lontano dal muro bianco; ma la crescita è vita, e la vita è destinata a cercare sempre la luce, sì che non era possibile arginare la marea della vita che montava in lui a ogni boccone di carne che inghiottiva, a ogni respiro che traeva. Alla fine, un giorno, la paura e l’obbedienza furono spazzati via dalla corrente della vita, e il lupetto grigio strisciò sul ventre, a gambe larghe, verso l’uscita. (Zanna Bianca, Jack London, La BUR dei ragazzi, Milano 1986, p.79)

Come non immedesimarsi a quella età! La natura selvaggia, l’incontro con gli uomini, la lotta per la sopravvivenza, la ragione dell’istinto, l’orrore dei maltrattamenti, la pazienza di Weedon Scott, l’animale selvatico che alla fine si innamora dell’essere umano, l’accettazione di un amore che permette a Zanna Bianca di ritrovare sé stesso…

ZannaBiancaReadingTimeA pensarci bene, nel mio piccolo canone di letteratura per l’infanzia, non ci sono maghetti o mondi da salvare. Ai miei giovani eroi e coraggiose eroine, Heidi, Pollyanna, Remigio, Jo, Pinocchio, Alice, Peter Pan, Gian Burrasca, Bastian e Atreiu, non veniva chiesto di risolvere le situazioni alla maniera dei grandi e anzi di riuscire a fare meglio di quanto avessero saputo fare loro nelle stesse circostanze. Nei libri io trovavo spesso tanti silenzi, momenti contemplativi e riflessivi, audaci pionieri che agivano in un mondo magico sì, avventuroso, ma creato da loro, dalla loro fantasia. E forse Zanna Bianca per me rappresentava tutto questo e li comprendeva. Imparavo con lui a convivere nella realtà con altri mondi che non si trovavano su dimensioni parallele, ma soltanto in altri punti di vista, in comportamenti e mezzi comunicativi diversi da quelli etichettati come “umani”. Complice la mia vita di campagna e la compagnia dei miei adorati cani e gatti, probabilmente per me la magia era lì, a portata di zampa.

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14 dicembre 2014

Metti caso un amore. Un amore che nemmeno ci credi. E fai bene. Impossibile e improponibile. Così infantile che vive dei capricci, dei bronci e degli slanci dell’infanzia. Metti caso che questo amore si comporti come… non come un amore, piuttosto come una sorta di… Qualcosa di intimo, di vicino. Un vincolo di parentela non biologico. Qualcosa che pensi sia tuo da sempre. Che ti sei portata dentro alle scatole dei tuoi traslochi, tra le pagine dei tuoi diari. Che se parli sbagli, perché non è il linguaggio il mezzo con cui ci comunichi. Che senti come sentono le vibrisse dei gatti, come sentono i nervi dei cavalli, come si sentono le carezze delle mani. Che ti ha addomesticato tuo malgrado e non te ne sei fatta una ragione. Una di quelle amicizie che ti tengono stretta senza stringerti, che ti lasciano senza abbandonarti, che ti viziano senza coccolarti. A volte hai la chiara percezione che devi liberartene, che devi crescere, e sostituire questo sentimento di bambina con un altro amore. Ma diciamo che, appunto: sarebbe altro. Non questa amicizia che ti sovviene. E più ti avversa più ti vuol bene.

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