Caso Expo 2015 Milano. Questa è l’Italia.

Expo Milano 2014. I lavori continuano e il malaffare prospera.

L’Esposizione Universale di Milano 2015 accoglierà il mondo in un’area lunga circa 2 km e larga tra i 350 e i 750 metri. Su di essa sorgerà una “piccola città”, completa di tutti i servizi e le infrastrutture per soddisfare le esigenze di milioni di visitatori. Expocantiere.org “. Un progetto fantastico, proprio quello che ci voleva per la città di Milano e non solo per Milano, per l’Italia!
La gara d’appalto per la prima fase di realizzazione del progetto, la cosiddetta “rimozione delle interferenze”, la pulizia dei terreni per liberarli da ostacoli, è stata aggiudicata dall’impresa CMC di Ravenna nel lontano 2011. E già nel maggio 2012 questo “lavoretto” di circa 70 milioni di euro era finito sotto inchiesta dalla procura di Milano. Nel corso di questi ultimi anni, sono emersi i risultati scandalosi delle indagini: un sistema di corruzione e tangenti che viene subito definito nuova tangentopoli, un affare imperdibile per le peggiori aziende e ditte di costruzioni italiane.
A maggio 2014 il caso Expo ri-esplode, finalmente, sulle cronache nazionali e internazionali. Nonostante gli arresti eclatanti – vedi articolo “Expo 2015: l’occasione imperdibile per mostrarsi italiani” – i reati e le infiltrazioni mafiose, nonostante i comitati cittadini denunciassero da anni tutto quanto portato alla ribalta dalle indagini della magistratura, la politica ha solo un obiettivo: salvare Expo a tutti i costi. The show must go on. Tra mille difficoltà, ritardi e legittime contestazioni, il progetto Expo 2015 è dunque, vergognosamente, andato avanti. Un nuovo nome eccellente, in questi giorni, si aggiunge alla lista degli indagati. Si tratta di Antonio Acerbo, inquisito per turbativa d’asta e corruzione, attualmente commissario delegato per le Opere infrastrutturali Expo 2015 e responsabile unico per il Padiglione Italia. Tra meno di un anno il super-mega-evento Expo2015 dovrebbe inaugurare i battenti. Che gioia per l’Italia.
A maggio il caso Expo era esploso con l’arresto di sette persone eccellenti sotto inchiesta per gravi irregolarità nelle procedure di assegnazione dei lavori – vedi precedente articolo su SenzaBarcode. Nonostante i reati e le infiltrazioni mafiose, la politica si è mossa per salvare Expo a tutti i costi, proteggendo di fatto cantieri illeciti e ditte che hanno ottenuto gli appalti a suon di mazzette. Ma questa è l’Italia. Pur di “non perdere la faccia” di fronte al pubblico internazionale, di rispettare importanti accordi presi a livello regionale e nazionale, pur di salvaguardare le proprie posizioni, i cantieri non si sono bloccati. Tra mille difficoltà, ritardi e legittime contestazioni, il progetto Expo 2015 è comunque, vergognosamente, andato avanti.

Come se non fosse già abbastanza, di pochi giorni fa è la notizia di un nuovo nome eccellente che si aggiunge alla lista degli indagati, quello di Antonio Acerbo, inquisito per turbativa d’asta e corruzione. Secondo la Procura di Milano, avrebbe favorito l’imprenditore Enrico Maltauro (il primo a rivelare alla magistratura il sistema delle tangenti per aggiudicarsi gli appalti Expo). Acerbo è attualmente il commissario delegato per le Opere infrastrutturali Expo 2015 e responsabile unico per il Padiglione Italia che si estende su una superficie di 12.000 mq, e ospiterà il Palazzo Italia: luogo di rappresentanza dello Stato e del Governo italiano

A maggio il caso Expo era esploso con l’arresto di sette persone eccellenti sotto inchiesta per gravi irregolarità nelle procedure di assegnazione dei lavori – vedi precedente articolo su SenzaBarcode. Nonostante i reati e le infiltrazioni mafiose, la politica si è mossa per salvare Expo a tutti i costi, proteggendo di fatto cantieri illeciti e ditte che hanno ottenuto gli appalti a suon di mazzette. Ma questa è l’Italia. Pur di “non perdere la faccia” di fronte al pubblico internazionale, di rispettare importanti accordi presi a livello regionale e nazionale, pur di salvaguardare le proprie posizioni, i cantieri non si sono bloccati. Tra mille difficoltà, ritardi e legittime contestazioni, il progetto Expo 2015 è comunque, vergognosamente, andato avanti.
Come se non fosse già abbastanza, di pochi giorni fa è la notizia di un nuovo nome eccellente che si aggiunge alla lista degli indagati, quello di Antonio Acerbo, inquisito per turbativa d’asta e corruzione. Secondo la Procura di Milano, avrebbe favorito l’imprenditore Enrico Maltauro (il primo a rivelare alla magistratura il sistema delle tangenti per aggiudicarsi gli appalti Expo). Acerbo è attualmente il commissario delegato per le Opere infrastrutturali Expo 2015 e responsabile unico per il Padiglione Italia che si estende su una superficie di 12.000 mq, e ospiterà il Palazzo Italia: luogo di rappresentanza dello Stato e del Governo italiano.

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Repressione di stato e disagio sociale. Chi sono i violenti?

Il disagio sociale aumenta per motivi economici, certo, ma anche perché in molti stanno sperimentando sulla propria pelle le soluzioni proposte dallo stato: grandi opere, grande decisioni prese dall’alto, grandi truffe, grandi sfratti, grandi arrivederci – non abbiamo più bisogno di lei.
L’obiettivo politico di ogni governo oggi al potere sembra essere quello di stroncare alla base ogni dissenso e si fa fronte al dilagare dell’indignazione tramite strumenti coercitivi che costringono al silenzio, oppure isolano, interi gruppi di persone.
La risposta a questi metodi di controllo sociale e politico non può che partire dalla solidarietà tra le persone stesse e dalla resistenza alla disumanizzazione e all’oppressione. Deve prevedere percorsi di unione di tutte quelle realtà e movimenti di lotta che sognano un futuro e un presente diverso: più equo, più umano, pacifico, rispettoso delle differenze e in armonia con l’ambiente. Si tratta di sogni, eppure diventa sempre più urgente la necessità di trasformarli in realtà.
Per fare questo si manipola l’informazione pubblica, per lo meno quella a larga diffusione, si utilizzano le forze dell’ordine non per “servire” i cittadini ma per terrorizzarli, si fa fronte al dilagare dell’indignazione tramite strumenti coercitivi di ogni tipo che costringono al silenzio, oppure isolano, interi gruppi persone. – See more at: http://www.senzabarcode.it/2014/09/tav-repressione/#sthash.l4jd7n7v.dpuf

Marcia Europea dei Sans Papier e Migranti

Ci sono cose che fanno notizia e cose che non la fanno. È un dato di fatto. Ci sono bambini che meritano un servizio su Sky, come quel bambino indiano caduto disgraziatamente in un pozzo, e bambini che non lo meritano, come il bambino palestinese ucciso da un raid aereo israeliano qualche giorno fa. Ci sono barconi di centinaia di clandestini che fanno emergenza e centinaia di migranti per la Marcia Europea dei Sans Papier che attraversano le frontiere e non la fanno.

La Marcia Europea dei Sans Papier e Migranti è iniziata il 2 Giugno da Bruxelles. Ha attraversato la Francia, la Germania, la Svizzera in questi giorni sta attraversando il Nord Italia e si concluderà a Strasburgo, alla sede del nostro parlamento europeo.

Oggi, a Torino, in Piazza Madama si è svolta un’assemblea pubblica per parlare del diritto di asilo e delle problematiche relative alla migrazione in Italia. Nell’attesa dell’inizio degli interventi, musica e lenzuola colorate dai presenti hanno animato la piazza. Giovani e meno giovani avvicinavano i passanti, mostravano magliette e un bollettino informativo chiedendo fondi per la loro causa, sorridevano e parlavano francese. Nonostante Torino sia la città con l’esperienza di integrazione tra le più riuscite in Italia la prima legittima domanda che comunque ti sarebbe venuta in mente sarebbe stata: ma chi sono e che vogliono questi?

I Sans Papier sono: immigrati sprovvisti di documenti di cittadinanza e di identità. Da noi in una parola vuol dire: clandestini. Questo termine suona male, sembra che si tratti di gente di malaffare, destinata alla criminalità, che non ha diritto di essere trattata come tutti gli altri. Sembra che sia un reato, una colpa dovuta al non saper rispettare le regole, sono appunto degli irregolari. Nonostante molte associazioni di volontariato, collettivi e singoli si battano per cambiare il senso della parola “clandestino” mi sa che per ora è meglio continuare a chiamarli Sans Papier. Così forse sembrano essere qualcosa di più: delle persone NON ANCORA provviste di cittadinanza, NON ANCORA passibili di identità. Il che suona molto diverso, quasi come se la colpa della loro irregolarità sia una colpa storica, dovuta a fattori esterni al singolo uomo o donna.

L’obiettivo è di rivendicare la libertà di circolazione e di residenza, la regolarizzazione globale di tutti i Sans-papiers, l’esercizio totale dei diritti dei migranti, la protezione e il rispetto dei diritti dei richiedenti asilo, la cittadinanza di residenza, il rispetto dei diritti dei rom e dei sinti. Dall’ Appello della Marcia http://marcia-europea-dei-sans-papiers.blogspot.it/

Qual è la situazione dei migranti in Italia? Ce lo raccontano in due lingue, francese e italiano, alcuni rappresentanti delle realtà locali di Torino che hanno aderito attivamente alla Marcia, ce lo raccontano amici arrivati da Napoli, ce lo raccontano i migranti che vivono quotidianamente in queste condizioni. In Italia i richiedenti asilo politico e tutti i migranti che passano le frontiere da clandestini (anche per altri motivi per esempio semplicemente perché la burocrazia è molto più lenta della realtà, vedi caso Libia) sono costretti ad accettare quello che è in serbo per loro: violazione dei diritti europei dei migranti, detenzione, irregolarità, espulsione, sfruttamento e tutto quello che potete immaginare che accada a uomini che non esistono tra cui minori, donne, giovani e anziani che approdano in Italia e diventano clandestini senza mai incontrare un mediatore o un avvocato. L’emergenza immigrati in Italia è un bel giro d’affari di soldi sprecati se considerate, per esempio, che per ogni persona espulsa quattro sono gli accompagnatori sui voli. I migranti sono costretti a vivere in strutture non idonee a loro come gli hotel di Napoli, ma idonee agli albergatori. Nessun corso di italiano, nessun interesse istituzionale, ma solo volontari italiani che si occupano di loro, per fortuna!

L’Europa stanzia fondi per la gestione dei flussi, ma dove vanno a finire? Una buona parte di sicuro alla Frontex: Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea. La gestione riguarda attività di pattugliamento aeree, marittime e terrestri e la stipula di accordi per favorire il rientro in “patria” dei respinti alle frontiere. Nel 2011 il budget della Frontex, in costante aumento dal 2005 anno di nascita, ha superato gli 88 milioni di euro.

Alla fine della giornata, tra i tanti dubbi legati a tutta questa storia, tra le tante difficoltà e tutte diverse legate certo ai paesi di provenienza, ma ancora di più legate ai paesi di accoglienza, una serie di domande sorgono spontanee. Ma è possibile che in Italia si abbia così tanta paura di circa 500.000  migranti irregolari, anzi non ancora regolari sparsi su tutto il territorio nazionale? E sono sicura che se vai in giro a chiedere: hai mai visto un clandestino? Nessuno ti dice di sì. E se la risposta è sì i casi sono due: o hai beccato un volontario che si vergogna del suo paese, o il soggetto si riferisce ai temuti barconi della speranza che approdano a Lampedusa che assillano i suoi incubi televisivi, e qui vale la pena di ricordare che del totale solo il 5% arriva via mare.

Davvero non si trova cosa fargli fare e dove metterli, a parte farli lavorare in nero e fargli occupare case e fargli fare manifestazioni e fargli pagare il doppio tutto, anche la vita? Ma davvero non abbiamo i soldi per portare avanti veri progetti di accoglienza e di integrazione su tutto il territorio nazionale? E quanti posti di lavoro “pulito” si potrebbero creare? Che circuito positivo si potrebbe innescare dal punto di vista sociale e economico?

Invece, abbiamo un sacco di soldi per trasferirli da un posto all’altro, per accompagnarli in aereo, per pagare alberghi, per costruire i cpt, per pagare forze dell’ordine straordinarie, le trasferte della croce rossa, le medicine e le vettovaglie degli aiuti umanitari? Chi ci guadagna? Loro no, ma noi neanche.

Di seguito il programma della Marcia in Italia

Dal 25 giugno al 2 luglio 2012
In provenienza della Svizzera – verso la Francia
Torino – Bussoleno – Avigliana

Lunedì 25 giugno : Tragitto Wünnewil – Torino – ITALIA
Bus (300km) Wünnewil – Torino
Ore 14.00 : Arrivata della marcia a Chiasso, Svissera.
Passagio della frontiera a piedi.
Fine del pomeriggio : Arrivata a Torino.
Serata di benvenuto de Marcia a Torino.
 
Martedì 26 giugno : Manifestazione a Torino
17:00 : Grande manifestazione a Torino Corso Giuglio Cesare (angolo via Andreis)
Regolarizzazione, lavoro, dignita’, cittadinanza, casa e asilo.”
Percorso : Via Milano, Via Pietro Micca, P.zza Castello, Via Roma, Via Nizza, Via Bertholet, P.zza Madama Cristina.

Mercoledì 27 giugno : Assemblea pubblica a Torino
17.00 : Assemblea publica Piazza Madama Cristina a Torino.
Diritto di asilo in Europa“.

Giovedì 28 giugno : Treno e marcia Torino – Avagliana – Bussoleno
10:00 : Di Fronte stazione Porta Nuova a Torino
Treno (30km) Torino – Avagliana
11.50 : Da Stazione Avagliana Corso Laghi.
Marcia 28km si prende “SS25” in direzione Bussoleno.
Paesi attraversati: Sant’Ambrogio di Torino, Chiusa di San Michele, Vaie, Sant’ Antonino di Susa, Villar Focchiardo, Borgone di Susa, San Didero, Bruzolo, Chianocco, Bussoleno.

Venerdì 29 giugno : Assemblea pubblica a Bussoleno
17:00 : Assemblea pubblica : “Condizioni di lavoro e libertà di circolazione in Europa.”
Presso “La Sala consigliare” a Bussoleno.

Sabato 30 giugno : Marcia e treno Bussoleno – Villar Focchiardo – Torino
10.00 : Luogo di partenza della marcia : dalla Stazione Bussoleno
Marcia 10km si prende “SS25” in direzione Villar Focchiardo.
Paesi attraversati: Chianocco, San Didero, Bruzolo, San Didero, Borgone di Susa, Villar Focchiardo. Treno (45km) Villar Focchiardo – Torino.

Domenica 1 luglio : Tragitto Torino
17:00 : Festa della solidarieta’ : suoni, djembe…
Al parco del Valentino a Torino

Lunedì 2 luglio : Tragitto Torino – Strasburgo
7.00 : Di fronte stazione Porta Nuova a Torino
Bus (550km).