settembre 2020 / la fine dei post covid

Non credo che il problema sia riaprire o non riaprire le scuole.

Non sospetto che il Covid19 sia tornato in Italia a causa dei migranti.

Non penso che i giovani siano la piaga di questa società.

Non credo che i vacanzieri avrebbero dovuto rinunciare alle vacanze. Non credo che il problema siano mai stati quelli del nord che tornano a sud per egoismo.

Non presumo sia sempre colpa della cultura machista, guerrafondaia, patriarcale e fascista, che comunque sopravvive in ognuno di noi nessuno escluso.

Non ritengo il vaccino la soluzione a tutti i mali. Questo non significa che sono novax o nomask (precisiamo ché non si sa mai).

Non sopporto l’idea di voler tornare a come era prima.

Non credo che la soluzione alla crisi del nostro sistema democratico possa ridursi a disquisire riguardo a un numero di rappresentanza,

Il mare affonda.

L’aria manca.

I boschi evaporano.

L’economia del progresso gira.

La rabbia dell’oppresso dilaga spesso inconsciamente e si sfoga qua e là, purtroppo a caso.

Gli oppressori guariscono da tutte le malattie.

E continuano a farti credere che il senso della vita sia questo.

Desiderare di essere come loro.

Al posto loro.

post precedenti

https://cristinadipietro.wordpress.com/2020/05/15/hashtag-coronavirus-due-mesi-dopo/ Pare che le grandi occasioni si verifichino più volte nella vita e più volte sia possibile perderle.

https://ilmioluogo.me/2020/04/22/pianeta-terra-chiama-mondo-ricevete/ Voglia di essere complice della propaganda naturalista non ne ho. E nemmeno di tacere. Mi rivolgo in particolare a te: uomo o donna dalla pelle tendenzialmente bianca, uomo o donna appartenente alla classe agiata e abitante la parte di mondo giusta, o il quartiere giusto, o la provincia ricca…

HASHTAG CORONAVIRUS – DUE MESI DOPO

Ci provo. Vediamo di trarre qualche conclusione da questa nuova esperienza.

  1. L’umanità, tendenzialmente, è ancora in grado di seguire antiche regole animali di sopravvivenza della specie, per cui, non appena comprende che ad essere minacciata è la propria esistenza, si ritira di buon ordine e ammette che potrebbe sussistere una necessità superiore al suo egoismo personale.
  2. La società, checché se ne dica, riconosce il pericolo e pare in grado di mantenere il controllo e di rispettare ordini e ordinanze, se queste hanno come obiettivo la vaga possibilità di proteggere dalla paura di morire o dall’essere sopraffatti da oscuri mali. Questo spiega perché, toccando i tasti giusti, è sempre stato possibile e sempre lo sarà l’appello alle armi, all’unità del “popolo”, il sollevamento della massa.
  3. Pare, quindi, che discrimine necessario e sufficiente per distinguere tra comportamenti corretti e scorretti nei confronti della società sia solo l’origine del comportamento, la teoria di riferimento, il valore etico e morale da cui discende, il motivo per cui l’individuo sceglie di attuarlo. Se questo è il risultato della democratica discussione di ciò che è bene pubblico all’insegna di una qualche verità allora viene messo nell’elenco delle cose buone. Se invece è il risultato della propaganda, dell’ignoranza e dell’inganno…
  4. Il buon senso è praticabile solo da chi non ha bisogno di leggi e di regole e di polizia per strada per sapere qual è la cosa giusta da fare. Ragion per cui non può essere motivo di appello e allo stesso modo non ci si può aspettare che basti da solo.
  5. La società in cui vivo, gli adulti da cui sono circondata, le dinamiche che regolano i rapporti di potere, le congiunture economiche e astrali, pretendono dal futuro molto di più di quanto essi stessi possano garantire al presente.
  6. Mi spiego meglio. Ho visto adulti comportarsi come bambini e pretendere da altri adulti comportamenti migliori dei loro per fare in modo che i bambini sembrassero comportarsi come adulti, così da poter dimostrare ad altri adulti, tra cui i loro genitori, che il problema non sussiste ed è stato risolto perché… la scuola vi ha dato il computer che volete ancora? Ma non so… qualche miliardino, qualche indicazione nazionale di ampio respiro, meno schizzofrenia, meno annunci social e più bagni di realtà, meno task force e più democrazia partecipata, la vaga sensazione che qualcuno si stia occupando del problema e non solo dell’unico pallido risultato politico di questo Ministero e cioè il bando di concorsi che non coprono il fabbisogno e che non si faranno comunque a breve.
  7. Mi spiego ancora meglio. Se la scuola va verso dove sta andando non mi apparterrà mai e quindi la Fase 2 per me corrisponde all’inizio del rimuginare di questa idea. Comincio a dubitare che la scuola che si prospetta possa davvero essere quella per cui lavorerò. Costretta sì, perché non troverò altro lavoro? Con scarso entusiasmo, sì. Passiva come piace a voi. E allora vi darò ragione e vi dirò che finalmente avete vinto, la scuola italiana fa schifo, i professori sono pagati per non lavorare, i ragazzi vittime di un sistema che sarebbe meglio smantellare. Ovviamente spero di poter invece continuare a essere l’ago nel pagliaio che però se lo becchi ti punge e non ti verrà mai più in mente di sederti lì senza pensarci due volte.
  8. Insomma, pare che le grandi occasioni si verifichino più volte nella vita e più volte sia possibile perderle.
  9. Ed è per questo che può esserci solo un posto solo che chiami casa ed è quello dove senti la pace nel cuore.
  10. Così, anche se la Sicilia è perduta, perderti ti sembra meraviglioso tra le sue strade.

Mi sarebbe piaciuto intitolarlo: “hashtag coronavirus – la vendetta” e, ad essere più precise, si tratta di un post che arriva due mesi e passa dopo dal primo. (qui: https://ilmioluogo.me/2020/03/02/hashtag-coronavirus-manzoni-ai-tempi-del-cosera/). A riprendere le fila del discorso per come lo avevo condotto qui – https://ilmioluogo.me/2020/04/05/corona-bold-hashtag-covid19-un-mese-dopo/… mi era venuto da dire: no va beh, non ce la posso fare. E invece: ci ho provato.

E a voi come va la Fase 2?

Pianeta Terra chiama mondo – ricevete?

Flusso di coscienza in onore alla terra e alla forza della vita scritto e diretto dal “wrong sector of the right side” che è in me – il settore sbagliato della parte giusta (Fenoglio cit.).

Cosa rappresenta il Giorno della Terra per te? Cosa vuol dire Madre Terra secondo te? e terra madre? e patria? Non sono termini sinonimi tra loro, eppure hanno tutti la stessa radice – terra – intesa come suolo che calpestiamo. Noi esseri umani siamo innanzitutto animali di terra, anche se abbiamo saputo inventare mezzi di sopravvivenza anfibia, anche se abbiamo saputo dominare i cieli e persino muovere i primi passi nel vuoto dello spazio. E allora, da questo punto straordinario di arrivo dell’evoluzione umana che è la vista dallo spazio, intanto, soffermiamoci un attimo. Riflettete e provate a trovare le vostre risposte alle domande che ho posto. E se voleste scriverle per commentarle insieme a me, sarebbe davvero un bel modo per rendere onore a questo EarthDay, non trovate?

Fatta questa premessa, ti invito adesso invece a fare il punto su alcune cose. Sono Cinquanta anni che si celebra questa Giornata della Terra e sono anche cinquanta gli anni passati a far capire al mondo umano che questa terra non è infinita. Non è la lupa di Romolo e Remo. Non è la vacca grassa da mandare al macello. Non è un idolo da adorare e rimpiangere. Non è un oggetto a nostra disposizione. Non è un articolo in vendita nei migliori store online.

E adesso mi rivolgo in particolare a te: uomo o donna dalla pelle tendenzialmente bianca, uomo o donna appartenente alla classe agiata e abitante la parte di mondo giusta, o il quartiere giusto, o la provincia ricca…

Adesso che grazie a questo virus stai sperimentando, superficialmente, la condizione mediamente normale per l’80% del resto del mondo, potresti per favore piantarla di sentirti un amante della terra e della natura solo perché compri bio e vesti green oppure solo perché tu la settimana vai a farti la gita in montagna o nella riserva naturale attrezzata dove ti scatti foto per Instagram che ti invidiano tutti? Potresti gentilmente attivare le tue risorse economiche, etiche e morali, per davvero imparare qualcosa di più su te stesso/o e per davvero fare la differenza?

Dato il mio tono probabilmente ti sentirai offeso/a e penserai che me la tiro e mi sento chissà chi. Ma sai che c’è? Su questo punto io mi sento e sono esattamente chissà chi. E siccome non credo che senza il 20% di mondo che usa l’altro 80% per i suoi comodi si possa risolvere questo fatto e di questo 20% di mondo faccio parte anche io e condivido con te questa responsabilità…ebbene.

Voglia di essere complice della propaganda naturalista non ne ho. E nemmeno di tacere.

Quindi.

1. Non serve che siano i bravi bambini a fare i disegnini. Serve che gli adulti diano risposte concrete per contrastare la distruzione e il degrado del suolo, dell’acqua e dell’atmosfera.

2. Non serve che ci ricordiate come è bello il mondo visto attraverso il filtro dei vostri viaggi naturalisti, dei vostri yacht ecofriendly e dei vostri grattacieli fioriti. Serve che andiate a scuola di educazione ambientale. Serve che rinunciate a qualcosa ogni giorno e per sempre. Serve che continuiamo a formare i nostri caratteri e a imparare cose nuove.

3. Non serve che condividiate slogan e cuoricini e cose tutte dolci e svenevoli sulla madre terra. Serve che quando c’è la manifestazione ambientalista, la protesta, quando c’è la gente che lavora che pretende rispetto per la vita… voi ci siate. Eventualmente anche con i vostri mezzi social e se ci riuscite anche facendovi selfie e foto fighe. Perché no.

La rivoluzione non sarà solo green o solo pink o solo rossa. Sarà arcobaleno, oppure non sarà.