Fine

Non so cosa ne sarà di questo blog. Con il 2020 si è concluso un ciclo non da poco, per me e per tutti.

Mi è già capitato di allonarmi da questo spazio di scrittura che mi sono costruita da sola. Ho ricevuto molto dai lettori e dalle lettrici. Ho imparato molto.

Però adesso ho bisogno di focalizzare la mia attenzione su alcuni aspetti della mia vita nel mondo reale e della scrittura.

Tutti i miei sforzi sono concentrati nel fare bene e al meglio il lavoro da cui mi farò accompagnare, credo, nei prossimi dieci anni: l’insegnamento nella scuola pubblica italiana. Puntare su questo significa anche puntare sulla formazione continua e dunque sul continuo studio e specializzazione in diversi ambiti della didattica e della pedagogia.

I rimanenti sforzi saranno invece dedicati ad alcuni progetti nel cassetto davvero da troppi anni e al trovare una nuova dimensione, più matura e più sicura della mia vocazione alla divulgazione di quello che so.

Con questo post che non è un addio, ma il mio solito arrivederci, vi allego un tentativo che non mi dispiace. Ho raccolto in un unico file le mie scrittura vaganti a futura memoria di un 2020 ancora tutto da sviscerare e da affrontare.

ilmioluogoblog-2020

https://drive.google.com/file/d/1StRZJgIbKLzy9-5pWRYSsJ6IiSHrCMM_/view?usp=sharing

Ci vediamo su Instagram o su FB, per quanto non sia un animal social ogni tanto qualcosa la pubblico anche io.

Buona fortuna gente!

stelle a caduta libera

Quando desideri qualcosa, tutto l’Universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio.

P. Cohelo

Agosto, cuore mio ben ti conosco. Sempre hai atteso quei giorni in cui la trapunta di stelle cala la sua coltre sui tuoi desideri, salendo sulla terrazza di una casa del sud, in compagnia di un cuscino e a volte di qualcuno.

Me e te uniti attraverso il canale visivo, i nostri occhi, uno ciascuno, coordinati, puntati e concentrati a scrutare l’universo visibile che sembra abbia avere un senso per noi solo in quelle notti di agosto in cui, divino o profano che sia il momento, aspettiamo le meteore per esprimere i nostri desideri in silenzio e in segreto – appena vedi il brillio, mi raccomando, e prima che finisca la scia, che se no non funziona – mi sussurri sempre cuore mio.

Nel corso del tempo, la tecnica si è affinata. E ci siamo sempre più concentrati su desideri circoscritti, fino a capire che il vero segreto perché si avverino è sceglierne uno e uno soltanto, quello più intimo e più vero, quello più particolare e che risponde alla nostra mutua esigenza perché, desiderare è solo per se, è sperare che si fa per gli altri. E noi in quelle notti in cui l’universo ci rende così palese il legame tra la nostra terra e ciò che è fuori dalla nostra terra, dobbiamo desiderare, non sperare.

Così un anno non fu la pace nel mondo di tutti, fu la pace nel nostro. E un altro anno non fu trovare l’amore, ma essere amore noi stessi. E un altro ancora non fu la realizzazione personale mia o tua, ma essere felici. E un altro anno non fu trovare la strada giusta, ma vivere la vita. E un altro anno non fu di avere l’occasione della vita, ma di aprirsi a tutte le buone occasioni. E mi ricordo di un anno in cui desiderammo non di avere un futuro perfetto e sicuro, ma di poter dire sì alle nuove sfide.

E quest’anno invece non fu nulla. Sembra che tu non abbia desideri da propormi, cuore mio. E figurati i miei quanto possono essere banali di per sé. Che strano. Nemmeno l’avevamo messa in conto una serata sul terrazzo di una casa del sud a contare le stelle cadenti, quest’anno. Nemmeno l’abbiamo cercato il cielo questa volta.

A un certo punto, è sucesso che ci siamo ritrovati così, senza desideri, sulla terrazza di un’amica. Tra il rumore del mare e la pioggia di stelle. Impreparati del tutto.

Forse l’anno scorso abbiamo desiderato di non avere desideri?

Poesia, ancestrale desiderio di cose da leggere

Giusto dopo aver ripreso in mano il filo dei pensieri di questo saltuario e un po’ regolato dal caos MioLuogo (vedi post precedente), mi sono venute incontro due poetesse. O meglio direi, per non sembrare troppo poetica a mia volta, le loro parole sottoforma di raccolta di poesie: “Desiderio di cose leggere”, di Antonia Pozzi e “Ancestrale” di un’autrice ormai parte del mio personale pantheon di scrittrici e cioè Goliarda Sapienza.

Era qualche settimana fa, accompagnavamo un’amica a prendere il treno da Siracusa e ci siamo fermati da una coppia di amici che gestiscono una libreria indipendente dove trovo SEMPRE qualche titolo che non posso fare a meno di comprare, mannaggia a loro. Tra l’altro, se vi trovate a passeggio per Siracusa in direzione Ortigia fategli visita e lo vedrete voi stessi che è così: li trovate qui su Corso Umberto I Libreria Zaratan.

Scorrendo i titoli sui ripiani eccolo l’angolo di poesia desiderato e questi due volumetti accanto, con questi nomi e questi titoli. Che dire? Senza nemmeno guardare il prezzo, ma per la cronaca e perché so che siete curiosi 10+12Eur, li ho portati a casa subito, insieme ad un altro paio di libri… come è possibile notare guardando le ultime foto che ho pubblicato su Instagram.

Mi piace la poesia perché:

  • la puoi leggere a frammenti e quindi non impegna o non occupa molto tempo o troppe energie mentali;
  • è perfetta per mantenere allenata la mente alla concentrazione oppure per staccare tra diversi momenti della giornata o di lavoro;
  • è leggera anche quando tratta di temi pesanti.

Beh, chiaramente, de gustibus… Però io me la seleziono e me la cerco così, con le caratteristiche di cui sopra. Se devo leggere per piacere, ovviamente, se devo leggere per studiare è tutta un’altra storia. Ma siccome leggere poesia per piacere è qualcosa di intimo e personale, il problema che si pone per me, il più grande, è di trovarne di questi tempi e di qualità. Udite udite: queste autrici ve le consiglio proprio e anzi farei proprio spazio a loro nelle antologie novecentesche, se necessario sacrificando qualcun altro.

Un’altra bella caratteristica del leggere poesie e raccolte poetiche è anche questa. Puoi saltare tra un testo e l’altro e leggere in parallelo componimenti di penne diverse. E infatti in questi giorni non è che sto leggendo Antonia Pozzi e Goliarda Sapianza, ma piuttosto: Pozzi di Sapienza e Sapienza a Pozzi, Antonia Goliarda e Goliarda d’Antonia.

Ecco. Io in realtà volevo scrivere un post serio su queste autrici e sui loro testi, per promuoverne la valenza e invogliarvi alla loro scoperta. E invece mi sono ritrovata a raccontarvi della mia esperienza di lettura.

La scuola non è ancora ricominciata.

Godiamocela un po’.