Filosofia dell’educazione, i grandi perché della vita.

Un tempo le punizioni corporali erano considerate educative. La norma era l’obiettivo da perseguire. Oggi si rincorre la realizzazione personale e si cerca di “tirare fuori il meglio” da ognuno. Ma cosa è lecito fare e non fare in nome dell’educazione e dell’istruzione?

Nel corso degli anni sia universitari, sia post-universitari, ho avuto più volte l’occasione di approfondire i grandi temi della vita: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo… Finendo col capire che la domanda delle domande è: perché apprendiamo? Se vi soffermate un attimo lo capirete anche voi quanto insidiosa e affascinante possa essere la ricerca della risposta. Tuttavia, non avendo scelto poi nella vita un percorso dedicato all’applicazione della conoscenza, ma piuttosto alla sua trasmissione, ho ristretto il campo a una sotto-domanda non meno insidiosa: perché educhiamo?

Cambiano le opinioni, i metodi e gli obiettivi. Ma una cosa non cambia mai, non riusciamo a fare a meno di imparare ed insegnare. Qualcosa. A qualcuno. Così, in queste poche pagine frutto dei miei studi in pedagogia presso l’università di Capodistria e che potrete leggere comodamente anche se non sapete molto bene l’inglese, perché per vostra fortuna non sono madrelingua e quindi adotto uno stile di scrittura serenemente lineare e semplice, provo a esplicitare i principi cui dovrebbe ispirarsi l’educazione e il sistema dell’istruzione, per favorire il pieno e libero sviluppo dell’apprendimento nella specie umana.

Oddio, vi siete messi le mani nei capelli? Coraggio! Niente paura, è solo filosofia. Non fa male. Fa pensare.

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What should be done in name of education

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Inclusione scolastica, Italia e Slovenia

Inclusione scolastica: un tema molto importante, spesso sottovalutato oppure male interpretato.

L’Italia può vantare una tradizione di lungo corso per quanto riguarda l’inclusione scolastica. La Slovenia invece ha una storia piuttosto recente, che inizia con la Dichiarazione d’indipendenza nel 1992, ma che si concretizza con l’ingresso in Unione Europea nel 2004. Queste pagine sul sistema di inclusione scolastica italiano e sloveno nascono come approfondimento di una materia universitaria che ho seguito negli scorsi mesi presso l’Università del Litorale di Capodistria. Nessuna pretesa di esaustività, ovviamente, soltanto un punto di partenza che forse può essere utile a chi è interessato alla questione dell’inclusione scolastica in Europa.

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Inclusion in Italy and in Slovenia: some notes

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Didattica della letteratura italiana: il curriculum a livelli o layered curriculum

Un esempio di curriculum a livelli per la lettura, lo studio e l’approfondimento de “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni nelle classi di scuola media superiore.

Hai dieci settimane di tempo per leggere i primi otto capitoli dei Promessi Sposi del tuo libro di testo e per portare a termine tutte le attività previste dai compiti di seguito assegnati. Puoi decidere se dedicare l’ora in classe allo svolgimento degli esercizi oppure alla lettura individuale (o a tutte e due), regolandoti secondo le tue esigenze scolastiche e/o extrascolastiche. Scegli tra le seguenti attività facendo attenzione al calcolo del punteggio e al minimo previsto.

Sembra l’inizio di un gioco avvincente e invece… è solo un modo diverso di fare didattica e ottenere risultati da tutta la classe. Si tratta della strategia del “layered curriculum“, un metodo per differenziare e personalizzare l’apprendimento senza perdere di vista gli obiettivi e, cosa non da poco, stimolando la partecipazione attiva e la motivazione dello studente. L’idea principale, semplice e allo stesso tempo rivoluzionaria di Kathie Nunley, consiste nel proporre diverse attività a scelta dello studente che rispettino i diversi stili di apprendimento. Questo è il mio primo esperimento di programmazione a livelli, ispirato a una storia vera: quella di mio fratello quindicenne alle prese con I Promessi Sposi. Se siete insegnanti o anche solo semplicemente curiosi date un’occhiata e, soprattutto, se qualcuno volesse sperimentare il metodo… mi faccia sapere come è andata!

I PROMESSI SPOSI – compiti di lettura, approfondimento e analisi

 

Buon lavoro!

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