Poesia, ancestrale desiderio di cose da leggere

Giusto dopo aver ripreso in mano il filo dei pensieri di questo saltuario e un po’ regolato dal caos MioLuogo (vedi post precedente), mi sono venute incontro due poetesse. O meglio direi, per non sembrare troppo poetica a mia volta, le loro parole sottoforma di raccolta di poesie: “Desiderio di cose leggere”, di Antonia Pozzi e “Ancestrale” di un’autrice ormai parte del mio personale pantheon di scrittrici e cioè Goliarda Sapienza.

Era qualche settimana fa, accompagnavamo un’amica a prendere il treno da Siracusa e ci siamo fermati da una coppia di amici che gestiscono una libreria indipendente dove trovo SEMPRE qualche titolo che non posso fare a meno di comprare, mannaggia a loro. Tra l’altro, se vi trovate a passeggio per Siracusa in direzione Ortigia fategli visita e lo vedrete voi stessi che è così: li trovate qui su Corso Umberto I Libreria Zaratan.

Scorrendo i titoli sui ripiani eccolo l’angolo di poesia desiderato e questi due volumetti accanto, con questi nomi e questi titoli. Che dire? Senza nemmeno guardare il prezzo, ma per la cronaca e perché so che siete curiosi 10+12Eur, li ho portati a casa subito, insieme ad un altro paio di libri… come è possibile notare guardando le ultime foto che ho pubblicato su Instagram.

Mi piace la poesia perché:

  • la puoi leggere a frammenti e quindi non impegna o non occupa molto tempo o troppe energie mentali;
  • è perfetta per mantenere allenata la mente alla concentrazione oppure per staccare tra diversi momenti della giornata o di lavoro;
  • è leggera anche quando tratta di temi pesanti.

Beh, chiaramente, de gustibus… Però io me la seleziono e me la cerco così, con le caratteristiche di cui sopra. Se devo leggere per piacere, ovviamente, se devo leggere per studiare è tutta un’altra storia. Ma siccome leggere poesia per piacere è qualcosa di intimo e personale, il problema che si pone per me, il più grande, è di trovarne di questi tempi e di qualità. Udite udite: queste autrici ve le consiglio proprio e anzi farei proprio spazio a loro nelle antologie novecentesche, se necessario sacrificando qualcun altro.

Un’altra bella caratteristica del leggere poesie e raccolte poetiche è anche questa. Puoi saltare tra un testo e l’altro e leggere in parallelo componimenti di penne diverse. E infatti in questi giorni non è che sto leggendo Antonia Pozzi e Goliarda Sapianza, ma piuttosto: Pozzi di Sapienza e Sapienza a Pozzi, Antonia Goliarda e Goliarda d’Antonia.

Ecco. Io in realtà volevo scrivere un post serio su queste autrici e sui loro testi, per promuoverne la valenza e invogliarvi alla loro scoperta. E invece mi sono ritrovata a raccontarvi della mia esperienza di lettura.

La scuola non è ancora ricominciata.

Godiamocela un po’.

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