Tutto quello che potevamo fare

Tutto quello che potevamo fare era darci un bacio. E poi lasciarlo lì. Sul prato.

Forse non è stato solo uno. Forse sono stati due, in effetti. Credo anche più di due. Avevamo il cuore aperto e splendente come le stelle di notte. Mi sorridevi con le labbra e con gli occhi. Eri luminoso come le fate delle fiabe. Eri “coccolo”, si direbbe se fossimo nel nord-est. E non so tradurti. Eri l’ultima cosa che mi aspettavo potesse succedere quella sera, ma evidentemente la prima che stava ad aspettarmi.

Lontano nel tempo, mi sembrava tutto così lontano dal tempo che ho pensato non esistesse più, non lui, né io, solo tu. E non lo so se questo bacio è successo ieri o anni fa. Non importa, non è certo questo il punto, il quando, il dove, il come, il perché. Non importa nemmeno se il romanzo che ho vissuto è solo frutto dell’ennesimo ricamo con cui decoro di vita lo sfondo di ogni cosa. È successo.

Succede sempre l’eterno a chi ama.

Con questi sentimenti nell’anima, ho riportato il mio corpo in Sicilia, a Niscemi, continuando a sognare e a danzare un mondo che ogni tanto immagino impossibile.

Così mi auguro che per ogni bacio abbandonato sui prati, sotto le stelle o sotto gli abeti ne crescano altri mille. Non solo per me. Per tutti.

Buona estate.

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