Forse respiro come se

Mi piacerebbe lasciarmi andare mutare la realtà in sogni d’amore vederli nascere contenti e crescerli come fiori a primavera vorrei la fantasia al galoppo al tramonto su crinali verdeggianti erbosi prati e qualche arbusto e la nuvoletta candida che scolora e diventa dolce come albicocca matura rosea come guancia di ragazza se mi guardassi arrossirei per il solo piacere di farlo per il solo piacere di provare l’emozione negata in questi tempi insicuri dove tutti ci sentiamo stranieri espatriati rimpatriati esportati importati intrecciati avulsi scalpita la giumenta dall’occhio chiaro e lo zoccolo duro s’innamora freme il lucido manto quando un temporale estivo imbruma la sera e la gonfia e si sfascia in scariche elettriche e pioggia e io forse respiro come se fosse il mio ultimo respiro e sarebbe per te. Ma tu o voi o io cosa respiro perché. M’appresso all’angolo stretto e già l’estate mi pare passata come sempre è passata la sera nell’assenza sospesa tra me e te e il raggio di sole che ci trafisse quella volta e poi mai più.

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