L’origine del web, una sconosciuta storia di vero amore

Di Internet e di informatica, di programmazione e nodi della rete e condivisione dati eccetera ne capisco poco. Pochissimo. E se andiamo alla base, al ragionamento matematico che sottende il fatto che una sequenza di uno e di zero è in grado di riprodurre e concretizzare praticamente qualsiasi cosa….

A capire questa cosa ogni tanto ci provo, se qualcuno me lo spiega con pazienza, ma non ci arrivo. Comprendere il linguaggio binario è un conto, trasformarlo in quello che vedo in questo momento, ad esempio uno schermo acceso su uno spazio virtuale su cui digito tasti che diventano testi, no non ci arrivo più. Si tratta per me di un concetto astratto e affascinante che oserei paragonare a un quadro di Kandinskij. Che ammiro e da cui mi faccio ammaliare, che amo, ma da cui non ricavo niente di più.

Però c’è una cosa che riguarda Internet che ho finalmente capito. La sua storia.

Per anni, più o meno fin da quando mi sono chiesta da dove viene Internet, chi l’ha inventato, quindi credo più o meno per quindici lunghi anni, ho creduto, letto e imparato che Internet è nato e si è sviluppato grazie – come sempre pare per le belle cose tecnologiche che abbiamo – dicevo grazie agli investimenti in campo militare. O per dirla meglio, dato che al Genio militare serviva, Internet si è sviluppato e poi – sempre grazie alla magnanimità del Genio militare – compresa la portata dell’affare, gli dei hanno permesso che venisse convertito per usi civili. E così iniziò la rivoluzione informatica. Messaggio implicito di questa storia: “sempre sempre sia lodata nostra industria militare”.

Poi… un paio di mesi fa, a un certo punto: SBAM! Mi imbatto in un bellissimo documentario, purtroppo solo in inglese al momento, ma che vi consiglio di vedere assolutamente.

Questo documentario racconta che la storia di internet non è come la maggior parte di noi l’ha imparata. O meglio, non si ferma a “internet”, ma continua. Cambia le cose. Completamente. Diventa l’invenzione del secolo che non è internet, che non è nata per scopi militari. Che è il World Wide Web.

Il Web è stato concepito in Europa, al CERN di Ginevra, sulla base degli studi portati avanti nel corso degli anni Ottanta da Tim Berners-Lee sul progetto Enquire e formulati in una prima stesura in un documento del 1989 sulla gestione ipertestuale in rete dei documenti dello stesso centro di ricerca.

Il 30 aprile 1993 il CERN dichiara che il Web è un ambiente assolutamente libero e gratuito, mentre in parallelo sui server Internet che utilizzano Gopher, un protocollo sviluppato dall’Università del Minnesota per cercare e rintracciare risorse di rete, fino ad allora comunemente impiegato, vengono poste alcune limitazioni. Si determina così una migrazione dei server Internet verso l’ambiente web, mentre contemporaneamente si diffonde il primo web browser dotato di interfaccia grafica utente.

http://www.treccani.it/enciclopedia/internet-e-web_(Enciclopedia-della-Scienza-e-della-Tecnica)

Mi pare dunque che in questo bellissimo caso che ha sconvolto la storia dell’umanità, il motore dell’azione sia stato l’opposto di quello a cui siamo abituati e a cui siamo educati. Perché è stato il desiderio di condividere il sapere, di garantirne l’accesso, di cooperare, di costruire nuova conoscenza, di trovare nuove soluzioni. Questo era l’intento del suo inventore Tim Berners-Lee che ha deciso in questi anni di esporsi e venire allo scoperto per rilanciare l’idea e proteggere la sua creatura: il web, uno spazio libero di tutti e per tutti.

 

Alla fine del documentario vi sarà tutto chiaro, compresa questa bellissima scena in cui Tim Berners-Lee viene fuori da una casetta e mentre si trova davanti a un computer lancia un tweet “This is for everyone!” durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Londra 2012.

 

Non si smette mai di imparare. 🙂

 

 

 

Per chi volesse saperne di più, ci sono tantissimi articoli in inglese (per esempio sull’impegno per la libertà e la protezione del web “https://www.geekwire.com/2016/tim-berners-lee-fight-future-web-transcends-politics/“), ma è senza dubbio interessante l’intervento di Tim Berners-Lee su TED nel 2009, di cui si può leggere la trascrizione anche in italiano.

 

 

 

 

8 commenti

  1. In realtà non è proprio così nel senso che si, il www è una creazione recente ed è europea ma essa è solo una tappa in un percorso che parte da molto lontano, diciamo dagli anni 50 o giù di lì e che da alla luce la prima rete ARPA che era esclusivamente una rete di comunicazione militare/universitaria.Nulla di così eclatante, erano i primi passi, ed erano collegati pochi computer o meglio centri di elaborazione dati visto che i pc ancora erano lontani dal venire.Successivamente nacquero altre reti, ognuna con propri standard e proprie finalità.Sempre però in ambiti riservati.Una prima rete popolare fu la francese minitel e comunque, ad un certo punto, con l’avvento dei pc e la nascita dei primi server a cui ci si poteva collegare vennero decise delle regole comuni per poter ampliare la rete come gli indirizzi ip, gli standard html, i domini nazionali (.it,.de,.com ecc ecc) e solo allora si inizia a parlare di web come lo conosciamo ora.In ogni caso quella che tutti usiamo è una rete ma ne esistono anche altre, alcune pubbliche, altre private, altre militari ecc ecc.
    Riguardo la domanda iniziale, gli uni e li zeri diventano parole e numeri e tutto il resto grazie ad un codice detto ASCII che ora di è evoluto nel Unicode. In pratica ogni carattere corrisponde in una tabella univoca per tutti ad una serie di bit.Poi ovviamente la gestione tecnica della cosa è un tantino più difficile da spiegare ma grosso modo quando tu digiti esiste un software specifico creato per lo scopo di ricevere determinati input e gestirli.

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  2. per me, nonno di 4 nativi digitali, il web è nato da una relazione tra informatica e utente, vissuta in un ambiente socialmente aperto ….. fino a quando qualcosa andò storto.
    Capire cosa andò storto e quali danni si iniziarono a manifestare non può dipendere dal racconto di una storia.
    Potrebbe richiedere la capacità di condividere obiettivi raggiungibili solo vivendo una relazione analoga a quella che ha fatto nascere il web.
    Per arrivare a un chiarimento sto provando a usare un dominio punto eu che ho chiamato casarayuela.

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