Capodistria – 2 Luglio 2016

Adesso, ho un nuovo davanzale. Mi affaccio su un paesaggio di nuovo urbano. Da qui vedo naufragare il tramonto sull’Adriatico, riflesso dalle foglie sempreverdi di un albero di cui non so il nome, riflesso anche dal cielo, naturalmente, e da piccole altre finestre come le mie, con le ante azzurre. La luce mi fa brillare gli occhi e mi riempie di venature rosate la stanza. A volte, non sempre. Ma oggi sì. Oggi è uno di quei tramonti da perdersi liquefatti in mare assieme al sole, per quanto sono belli.

Così mi accoglie la mia nuova casa, mi riceve il mio nuovo letto, si rivela il mio nuovo punto di vista sul mondo. Luminosa e bianca, con il parquet, che adoro, e un tocco di colore che ho portato io con le mie cose. La pulizia e l’ariosità di questo mio nuovo luogo, solo mio, tutto mio, mi conquista. Da qui ricomincerò e riprenderò a scrivere, leggere, vivere.

E proprio questo è il punto, qui  il nodo avviluppato: ricominciare, riprendere. Da dove? Quante cose sono successe in questi mesi di inzio estate? Troppe. Penso all’Europa e agli amici che vivono in questa Europa. Penso alle stragi di oggi e di ieri. Penso alla mia Isola, un triangolo di sole lontano, che sempre più si allontana da me. E penso al mio amore, eterno bambino, che non trova la porta giusta per uscire dal labirinto della sua solitudine. Così mi richiudo in me stessa, evito, lascio che passi questa bella estate, in freschezza. Come farebbe Gioachino Rossini.

 

 

Un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...