Gli sposi di via Rossetti, di Fulvio Tomizza

Guerra e pace, italiani e sloveni, fascisti e antifascisti, bianchi, neri, rossi, uomini, donne, cattolici, comunisti, qualcos’altro? …l’amore. Gli sposi di via Rossetti, Fulvio Tomizza.

“La storia di Dani e Stanko non si limitava al loro triste caso, aveva il suo contesto politico, sociale, culturale e geografico, i suoi protagonisti e i comprimari di un’attrattiva per me spesso non inferiore. Una vicenda non trascina se tutte le sue componenti non rispondono a un centro e se non muovono pure esse qualche cosa dentro di noi.” Fulvio Tomizza, Gli sposi di via Rossetti, Mondadori 1986, p.17

Trieste alle soglie della seconda guerra mondiale, una città di confine dove si è insediato il Fascismo. Il tentativo di uniformare il territorio prevede l’imposizione della lingua italiana e il divieto assoluto di parlarne e utilizzarne altre. Il metodo utilizzato per raggiungere l’obiettivo è coercitivo e oppressivo. Il dissenso viene sedato sul nascere e a volte anche prima. La società si spacca a tutti i livelli. Le persone e le famiglie vengono messe una contro l’altra. Succede che devi fare delle scelte e se non scegli, saranno gli altri a farlo per te. Gli sposi di via Rossetti di Fulvio Tomizza, è una lettura consigliata per gli appassionati del romanzo storico e soprattutto per gli amanti di non-fiction, per chi fosse incuriosito dalla storia di Trieste e volesse comprendere le radici storiche e culturali degli sloveni in questa zona di confine.

Rossetti
La Trieste di Tomizza

Gli sposi di via Rossetti è tra le opere più mature di Fulvio Tomizza ed è stata pubblicata per la prima volta da Mondadori nel 1986. Racconta la storia vera di Stanko Vuk e Danica Tomažič, una giovane coppia di sloveni che vive a Trieste negli anni delle grandi guerre. La loro vita da sposini dura poco perché, nel giro di qualche mese, i due vengono arrestati e imprigionati per questioni politiche, accusati di cospirazione antifascista. Dopo un breve periodo Danica viene liberata e torna a vivere a Trieste, Stanko invece rimarrà in prigione per quindici anni, una buona parte dei quali a Fossano, in Piemonte. L’autore ci regala con questo libro un magistrale esempio di non-fiction narrativa. Infatti, Fulvio Tomizza ci offre un resoconto delle sue ricerche e letture sulle vicende storiche e personali dei protagonisti, attingendo informazioni da fonti dirette e indirette, ma soprattutto dallo scambio epistolare dei due protagonisti. Immersi nel suo punto di vista, anche noi lettori e lettrici, seguiamo le sue investigazioni, scoprendo una realtà quanto mai varia e per molti versi insondabile, destinata a non rivelare mai una sola verità.

 

 

 

 

4 comments

  1. Cara Cristina. Stanko Vuk rimase rinchiuso a Fossano per 4 anni e non per quindici. Poi come ben sai, il 10 marzo 1944, la loro vita si interruppe tragicamente sotto i colpi di una pistola nel loro appartamento nella via Rossetti…

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