18 luglio 2015

A volte le stazioni da cui sono passata mi si confondono nella testa come biglie colorate lasciate cadere dentro una ciotola di vetro che tintinnando dicono il loro nome. E il suono rimbalza da una parte all’altra: “Catania Palermo Torino, Messina Bari Napoli, Firenze Bologna, Perugia, Venezia Santa Lucia, Trieste, Vicenza Verona Padova, Milano Centrale, Rho Fiera, Gela, Caltanissetta Enna, Assisi Arezzo Pisa, Roma Termini Roma Tiburtina, Genova e Pinerolo, Bussoleno Susa Chiomonte, Thiene, Niscemi, Caltagirone”. Uff…. quante! Innumerevoli altre di cui non riesco a capire neanche l’iniziale, perché non le ricordo più, incontrate transitando, piccole tappe e lettere che scorrono veloci sullo sfondo. Forse… Lamezia Terme, San Giovanni, Salerno. No, ci rinuncio. Non continuo.

Me ne mancano ancora tantissime, quelle principali della costa adriatica, per esempio, o delle regioni come la Basilicata e il Molise, almeno una della Sardegna la dovrò pur collezionare! Si, sono una collezionista di stazioni ferroviarie italiane (in misura minore anche di aeroporti). Una volta, non so dove, ho visto questo tabellone impazzito e ho scattato questa fotografia pensando che non esista immagine migliore, più calzante, più esaustiva, più adatta a una collezionista come me.

ferrovie italiane

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