13 aprile 2015

26 marzo 2015: “è morta Leila”.

Leila era la mia gatta e di fronte a una semplice affermazione come questa, non sono riuscita ad aggiungere altro. Se non che: “questa volta non ce l’ha fatta ad aspettarmi”. Sono stata accanto a lei così tante volte in vita, durante i parti, al sole, assieme ai suoi cuccioli, sotto le coperte oppure all’ombra dei pini, che mi sono sentita in colpa a non essere accanto a lei anche nella morte. Non sarebbe dovuta andare così, sarebbe dovuta invecchiare con me. Era da qualche anno che ci pensavo, l’avevo messo in conto, ma pensavo anche che avrei avuto ancora tempo. E poi lì, in campagna, stavi così bene. Eri così bella.

Per dieci anni sei stata la mia compagna, il mio porto sicuro, la mia riserva di affetto. Quante cose nuove ho imparato da te? Quante cose si imparano da una gatta? Ho imparato a fare attenzione alle sfumature, ai cambi di umore celati da un impercettibile arriccio di baffo. Ho affinato la comunicazione non verbale, quella che non si esprime coi caratteri facciali. Sapevo dove leggere l’insicurezza e la paura e come darti aiuto, quando affrontavi il nemico a muso alto e pelo dritto. Ho visto i tuoi occhi cambiare espressione solo per me mentre esercitavi l’immobilità totale e tramite te coglievo quelle sensazioni invisibili al mio sguardo ma non ai tuoi sensi. So riconoscere l’eleganza, quella capacità di imporre la propria attenzione così come di scomparire secondo il tuo piacere, la fermezza nei giochi di equilibrio e il passo felpato come modo di stare al mondo. Mi hai mostrato le dure leggi di natura, la serietà e la severità con cui si affrontano decisioni dolorose e non negoziabili.

Abbiamo sofferto della mancanza l’una dell’altra, sia nel brutto sia nel bel tempo. Nonostante tu avessi accettato la mia assenza e ci tenessi a mantenere una dignitosa distanza, il tuo orgoglio non mancava mai di piegarsi alla gioia del ritorno e della mia carezza. Tu perdona. Non potevi stare qui con me, a Torino.

Solo il meglio per te e non solo in scatoletta, in natura. Arrivederci, dolce e selvaggia creatura.

leila2

 

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