Oltre le reti: cronache da Contrada Ulmo

La ricostruzione di un anno No Muos. Non uno qualsiasi, quello del Presidio Permanente No Muos: on line, a puntate, sul sito di Oltrelereti: oltrelereti.altervista.org.

Finalmente questa storia del Presidio Permanente No Muos vede la luce. La luce dei vostri schermi, per lo meno. Oltre le reti: cronache da Contrada Ulmo è un progetto nato molto tempo fa e rimasto nel cassetto fino a quando, grazie alla collaborazione di Fabio d’Alessandro, non si è deciso di metterlo “in rete”. Si tratta della storia di un particolare periodo del movimento No Muos: quello della nascita del Presidio Permanente, dell’avviarsi di una stagione di lotta che ha visto come protagonista la cittadinanza niscemese. La storia che ha acceso riflettori spietati sul sistema di antenne NRTF, la storia che ha sconvolto un paese e di una contrada che nel corso di un solo anno ha visto marciare migliaia e migliaia di persone che hanno acquisito la consapevolezza dello scempio e hanno scelto di lavorare per riappropriarsi di ettari di natura e di dignità. In Contrada Ulmo c’è una strada a cui è stato dato un nuovo nome: Via Le Basi.

“Non esistono storie oggettive, esistono però storie esplicite, che precisano criteri e intenzioni. Io sono evidentemente di parte, niscemese, No Muos. Gli eventi sono presentati secondo un criterio cronologico che copre il periodo che va da settembre 2012 a settembre 2013; tutti i fatti sono documentati e in genere liberamente consultabili; i fatti riguardano principalmente la Contrada Ulmo e la città di Niscemi, secondo un punto di vista molto locale, spesso personale, aperto principalmente ai rapporti tra le Istituzioni (regionali e nazionali) e Niscemi – rispetto a questo è utile sottolineare che si farà riferimento solo ad atti resi pubblici e a dichiarazioni pubblicamente sostenute.

Oltre le reti: cronache da Contrada Ulmo non ha nessuna pretesa di esaustività. La sua unica pretesa è quella di coltivare la memoria. Una memoria necessaria come l’acqua. Non si deve dimenticare che qualsiasi conquista, rallentamento, onore e onere che possa attribuirsi al movimento No Muos è venuto dal basso. Se esiste qualcosa che possa essere considerato davvero simile a una vittoria, si tratta di questo.

Una delle tecniche per limitare il potere del popolo è quella di cancellare dalla storia i veri agenti del cambiamento, di fare in modo che non siano riconosciuti. Per far questo è necessario distorcere la storia e far credere che siano stati i grandi uomini a fare tutto. In questo modo la gente impara che non è in grado di fare alcunché, che è senza speranza, che deve attendere che appaia qualche grande uomo a risolvere tutti i problemi.

Noam Chomsky, Capire il potere, Marco Tropea Editore, Milano 2002, p. 214.

Per fare la storia e tramandarne la memoria abbiamo un mezzo soltanto: costruire la narrazione di noi stessi. Più ricca sarà la narrazione, più saranno i punti di vista, più diversificate le tecniche utilizzate, meno rischio correremo di dimenticare e tornare docilmente a pensare che interessarsi al mondo non sia una cosa adatta a noi, oppure qualcosa di cui non siamo capaci. La storia non è mai già scritta prima da qualcuno, ma sempre e solo ricordata da te.”

oltrelereti

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