Repressione di stato e disagio sociale. Chi sono i violenti?

Il disagio sociale aumenta per motivi economici, certo, ma anche perché in molti stanno sperimentando sulla propria pelle le soluzioni proposte dallo stato: grandi opere, grande decisioni prese dall’alto, grandi truffe, grandi sfratti, grandi arrivederci – non abbiamo più bisogno di lei.
L’obiettivo politico di ogni governo oggi al potere sembra essere quello di stroncare alla base ogni dissenso e si fa fronte al dilagare dell’indignazione tramite strumenti coercitivi che costringono al silenzio, oppure isolano, interi gruppi di persone.
La risposta a questi metodi di controllo sociale e politico non può che partire dalla solidarietà tra le persone stesse e dalla resistenza alla disumanizzazione e all’oppressione. Deve prevedere percorsi di unione di tutte quelle realtà e movimenti di lotta che sognano un futuro e un presente diverso: più equo, più umano, pacifico, rispettoso delle differenze e in armonia con l’ambiente. Si tratta di sogni, eppure diventa sempre più urgente la necessità di trasformarli in realtà.
Per fare questo si manipola l’informazione pubblica, per lo meno quella a larga diffusione, si utilizzano le forze dell’ordine non per “servire” i cittadini ma per terrorizzarli, si fa fronte al dilagare dell’indignazione tramite strumenti coercitivi di ogni tipo che costringono al silenzio, oppure isolano, interi gruppi persone. – See more at: http://www.senzabarcode.it/2014/09/tav-repressione/#sthash.l4jd7n7v.dpuf

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