15 settembre 2014

Che ne so. Piove. Non sarà una novità a Torino, ma per me è una novità che sia già autunno. E quest’anno il suo arrivo mi sa che mi coglie del tutto impreparata se è vero che ho deciso di iniziare a scrivere un altro diario, che segua magari un’agenda parallela, del tipo che posso scrivere come mi pare, badando poco ai congiuntivi o tipo che posso usare tipo, tipo, un sacco di volte e nessuno storca il naso. Non è professionale, lo so. Appunto per questo sono qua che scrivo. Ho bisogno di infischiarmente e di non seguire le buone prassi della scrittura persuasiva e di non preoccuparmi delle logiche del discorso. Per un po’. Magari solo per questa volta. Che posso pure, che chissenefrega, lasciare frasi in sospeso e alla fine un qualcosa dal senso compiuto viene fuori comunque.
Scrivere

Un commento

  1. […] Spesso lo dimentico. Il motivo per cui ho iniziato questo blog. Un motivo stupido e assolutamente autoreferenziale. Vivevo a Torino, abitavo in Corso Vittorio. Era un pomeriggio di ennesimo tedio e sospiro. Probabilmente dopo qualche giorno passato un po’ in depressione, a rotolarmi dalla poltrona al letto e dal letto alla poltrona, ho deciso di inaugurare la nuova avventura letteraria con una frase di sicuro effetto:“Che ne so. Piove” (15-settembre-2014). […]

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