Niente asilo politico, Enrico Calamai

“Vedo tutta quella gioventù che balla e mi sembrano marionette nelle mani di un burattinaio impazzito, mentre oltre le mura del locale c’è chi di colpo scompare nel nulla.”
E. Calamai, Niente asilo politico, Milano, Feltrinelli 2006

Enrico Calamai, giovane diplomatico, inizia la sua carriera di vice console in Argentina nel 1972.
Vive in prima persona e da protagonista la diplomazia e i difficili rapporti con il Cile e l’Argentina, tristemente nota in quegli anni per i suoi Desaparecidos .
La storia inizia semplicemente, Calamai è un funzionario dei gradini più bassi a cui viene offerta una buona opportunità all’estero. La sua idea di Stato è quella comune di un normale cittadino, così come il suo senso di servizio e responsabilità. E’ un uomo normale, che sa fare il suo mestiere, la sua figura non ha niente dell’eroe. Lui stesso descrive sia i successi che gli errori delle sue scelte. Non è un eroe, eppure dinanzi alla scelta se obbedire allo Stato, o difendere e salvare vite umane non ha dubbi. Calamai fa tutto quello che è in suo potere per salvare chi cerca asilo politico e tenta di fuggire a una morte certa. Quello che lo stato italiano, il suo Stato, si rifiutava di fare.
Fino al 1977, quando, diventato fin troppo scomodo, viene richiamato in Italia.
“Niente asilo politico” è un libro di memorie che descrivono, luoghi, ambienti, incontri, discorsi, umori che Calamai vive in quei 5 anni di servizio. È, soprattutto, un libro che denuncia l’incoerenza e l’ipocrisia degli Stati democratici e che svela, per chi ancora non se ne fosse reso conto, i veri interessi dei governi. Questi, benché fatti di uomini, non conservano più nulla di umano.
La chiarezza dell’esposizione e lo svolgimento piano della storia ne fanno un racconto sobrio, che non usa toni aggressivi e si fa ascoltare con facilità anche dai più riottosi.
La sua è una voce dentro il sistema che rompe il silenzio, soprattutto, dell’informazione.
La sua lettura, calma e riflessiva, ci spinge alle domande, alla ricerca dei perché e dei come.
Ci insegna a non accontentarci del quieto vivere, perché questo sarebbe solo un falso vivere.

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