Confessioni di un italiano, Ippolito Nievo

“Io nacqui veneziano ai 18 ottobre del 1755, giorno dell’evangelista san Luca; e morrò per la grazia di Dio italiano quando lo vorrà quella Provvidenza che governa misteriosamente il mondo”

È il famosissimo incipit de “Le confessioni d’un Italiano”, un romanzo su cui si è scritto molto, ma che si legge ormai poco, forse per il carattere stilistico non proprio alla moda. Ippolito Nievo, garibaldino padovano e autore sfortunato di questa storia, muore trentenne nel misterioso naufragio del piroscafo Ercole che tornava dalla Sicilia il 4 marzo 1861. Durante la spedizione dei Mille del 1860 viene lasciato a capo dell’amministrazione militare di Palermo e diventa poi colonnello. Un motivo in più, forse, per interessarci alla sua storia e al suo romanzo pubblicato postumo nel 1867.
Il protagonista è Carlo Altoviti che, ottantenne, decide di raccontare le vicende che lo hanno visto protagonista tra il 1775 e il 1858. Un periodo che si intreccia vivamente con le trasformazioni italiane: dalla campagna napoleonica in Italia alle rivolte del 1848. Vero e proprio alter ego dell’autore, Carlo conduce una vita fortemente improntata all’idealismo pratico. Lui è un patriota ma soprattutto un combattente per la libertà non solo del Veneto ma anche delle altre regioni. La sua storia d’amore con la Pisana, amata fin dall’infanzia, assicura romanticismo e tensione.
Scritto in tempi non sospetti, precedenti qualsiasi polemica sull’unificazione d’Italia, questo romanzo tramanda un’idea di identità fluida e piena di sfaccettature anche linguistiche. Siamo di fronte a un Italia multiculturale per nascita e che non teme la commistione e la fusione di lingue e popoli, una caratteristica fin troppo trascurata dalla storia e dimenticata ai giorni nostri.
Di fatto è una storia d’amore, di fondo decisamente retorica, di intento assolutamente patriottico, ma ricordare ogni tanto quanto sia stato davvero spontaneo l’inizio del Risorgimento non fa mai male, e grazie a Nievo diventa pure piacevole.
Cristina Di Pietro

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